La Marina delle Guardie rivoluzionarie iraniane afferma che una superpetroliera che stava tentando di attraversare la rotta meridionale dello Stretto di Hormuz “ha preso fuoco e si è completamente fermata dopo esser stata colpita da due mine marine”. La Marina iraniana “avverte ancora una volta che la sorte delle navi che violano le norme di sicurezza dello Stretto di Hormuz non sarà diversa - aggiungono in un comunicato - È obbligatorio rispettare le norme emanate dalla Marina dell’Irgc per il passaggio e la navigazione”.
Intanto le forze Usa hanno attaccato due lanciatori iraniani sull’isola di Larak. Il raid, come riferisce un funzionario Usa ad Axios, è scattato dopo che “erano state osservate forze dei pasdaran intente a preparare il lancio di razzi carichi di mine navali verso lo stretto di Hormuz”.
Per tutta risposta le forze iraniane affermano di aver attaccato la base aerea di Al Minhad, negli Emirati Arabi Uniti, dove sarebbero presenti forze ed elicotteri statunitensi.
“Non stiamo cercando la guerra e questo è il chiaro messaggio che abbiamo trasmesso al mondo finor”, afferma il presidente Masoud Pezeshkian, citato dall’agenzia Irna, “ma non rimarremo mai calmi di fronte a qualsiasi aggressione e daremo una risposta decisiva agli aggressori. L’instabilità nella regione non è nell’interesse di nessun paese e costituirà una sfida per tutti”.
