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Guerra

Allerta degli Usa per possibile escalation in Medio Oriente. Tajani: ”Non siamo in guerra, ma il Mar Rosso è strategico"

Washington: “Riconsiderate seriamente i viaggi in tutta la regione”. Tajani vedrà a New York l’omologo iraniano, Abbas Araghchi

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Foto di repertorio

Dopo il tentativo degli Houthi di attaccare Riad con missili balistici, gli americani hanno lanciato un allarme di escalation rapida su tutto il Medio Oriente. Intanto l’Italia prende le distanze formali dal conflitto e l’Iran continua con il suo pugno di ferro ad affermare che se non saranno rispettate le loro condizioni, Hormuz rimarrà comunque chiuso.

Tajani: "Siamo critici verso Teheran ma a New York vedro' ministro Esteri Araghchi"

A margine dell’assemblea generale delle Nazioni Unite a New York il ministro degli Esteri Antonio Tajani vedra’ l’omologo dell’Iran, AbbasAraghchi. Lo ha detto Tajani in un’intervista al “Corrieredella Sera”, sottolineando che il governo italiano ha”posizioni molto critiche" verso Teheran. “A New York,nonostante abbiamo posizioni molto critiche verso Teheran,soprattutto sul tema del nucleare militare, vedro’ anche ilministro degli Esteri iraniano”, ha detto Tajani.

20 settembre 2026

Ghalibaf,: Se non saranno soddisfatte le nostre condizioni Hormuz resterà chiuso"

“La dicotomia tra guerra enegoziazione non è reale, bisogna sia combattere che negoziare:combattere con saggezza e autorevolezza, e negoziare conautorità e razionalità al momento opportuno”. Lo ha detto ilpresidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, nelsuo discorso di apertura della seduta, alla vigilia dellacosiddetta ‘Settimana della Sacra Difesa’. A suo dire, se nonsaranno riconosciuti i diritti dell’Iran non ci saranno lecondizioni per riaprire lo stretto di Hormuz.“Al momento necessario - ha spiegato - con tutta la potenzamilitare di cui disponiamo, respingiamo il nemico e gliinfliggiamo colpi fatali, ma quando abbiamo conseguito unavittoria significativa sul campo, consolidiamo questi vantaggicon gli strumenti della diplomazia fino a raggiungere la fasedella deterrenza, imponendo una sconfitta al nemico erafforzando al contempo le componenti della nostra potenza”.“Oggi, le nostre posizioni in campo diplomatico sonoassolutamente chiare, razionali e non negoziabili - haproseguito Ghalibaf - La trasmissione dei messaggi e laspiegazione delle nostre condizioni tramite i mediatori sonostate effettuate in modo chiaro alla controparte, e il nemico sabenissimo che la via dell’inganno e dell’imposizione unilateraleè chiusa. Finché queste condizioni non saranno soddisfatte, ilegittimi diritti della nazione iraniana non sarannoriconosciuti e gli impegni degli americani non saranno attuati,non ci sarà spazio per tornare alle precedenti condizioni dinegoziazione e per aprire lo Stretto di Hormuz”.

Il discorso di Ghalibaf è riportatodall’agenzia iraniana Isna, ed è stato ripreso dalle principalitestate della regione. A suo dire “la resistenza del popoloiraniano non solo garantirà la sicurezza dell’Iran, ma porteràanche ad aperture in campo economico e strategico, plasmando unnuovo ordine nella regione e nel mondo”.L’alto funzionario iraniano non ha nascosto le divisioniall’interno della classe dirigente del Paese: “Nell’élite e nelclima politico si riscontrano due errori strategici: esiste unavisione che parla di guerra ma non prevede un orizzonte o unmeccanismo per la sua conclusione definitiva. Questa visioneconduce di fatto il paese verso l’erosione e una guerra senzafine. D’altro canto, si sta diffondendo una tendenza asottovalutare la potenza nazionale, a considerare l’Iran debolee, per paura, a distorcere la versione della resa edell’accettazione delle condizioni unilaterali del nemico.Entrambi gli approcci soddisfano il desiderio del nemico diminare la coesione e l’unità del Paese”.

20 settembre 2026

Leader Hezbollah: "La resistenza è l'unica via per liberare la nostra terra"

Il segretario generale di HezbollahNaim Qassem ha affermato che contrastare “l’arroganza diIsraele” è possibile solo attraverso la resistenza. Qassem, comeriportano media internazionali di lingua araba, ha parlato ieridurante la Conferenza dei Martiri della Resistenza in occasionedel 55° anniversario della fondazione dell’OrganizzazioneStudentesca Imamia in Pakistan: “La resistenza è l’unica viaper liberare la terra”, ha detto.“Abbiamo messo alla prova questa resistenza in Libano eabbiamo scoperto che libera la terra e il popolo, costringe ilnemico israeliano ad andarsene in modo vergognoso e umiliante erestituisce alla causa palestinese la sua vitalità e il suopotenziale”. La causa palestinese, ha detto ancora è una”questione centrale" e che “è necessaria la resistenza in tuttele sue forme”. Resistenza significa “rifiutare il nemico ecombattere quando siamo in grado di combattere, ciascuno secondola propria posizione e il proprio ruolo”.Riguardo alla guerra Usa-Israele contro l’Iran, Qassem haaffermato che “l’attacco mirava a rovesciare il regime, ma haincontrato delle difficoltà. Anche se ci vorrà molto tempo,l’Iran ha vinto, e anche se per noi ci vorranno giorni o mesi,saremo vittoriosi perché siamo rimasti fermi sulle nostreposizioni e abbiamo impedito loro di raggiungere i propriobiettivi”. “Siamo i legittimi proprietari di questa terra edobbiamo resistere, per quanto grandi siano i sacrifici - ha detto infine - e la vittoria arriverà”.

20 settembre 2026

Trump rientra in anticipo da Camp David alla Casa Bianca

Il presidente Usa, Donald Trump, è tornato alla Casa Bianca dopo avere lasciato con un giorno di anticipo rispetto al previsto la residenza di Camp David, in Maryland, dove si trovava. Lo riferiscono diversi media Usa. The Hill sottolinea che il ritorno anticipato di Trump alla Casa Bianca fa seguito al nuovo allarme di sicurezza emesso dal dipartimento di Stato Usa, che ha raccomandato agli americani presenti in Medioriente di “mantenere la massima vigilanza” e di prepararsi a possibili disagi nei viaggi alla luce dei nuovi attacchi sferrati dagli Houthi, sostenuti dall’Iran, contro l’Arabia Saudita. “Questo conflitto militare ha il potenziale di una rapida escalation”, recita la comunicazione del dipartimento di Stato Usa.

20 settembre 2026

Usa avvertono viaggiatori: "Rischio rapida escalation"

Il dipartimento di Stato Usa ha diffuso un’allerta di sicurezza rivolta ai cittadini americani in Medioriente o che intendono recarsi nella regione, avvertendo che il conflitto legato all’Iran e agli Houthi dello Yemen “ha il potenziale di avere una rapida escalation”. “A causa delle tensioni in Medioriente, la situazione della sicurezza rimane complessa, con il rischio di un’escalation imprevista”, si legge nella comunicazione del dipartimento di Stato, che aggiunge che “i cittadini statunitensi attualmente presenti in Medioriente devono esercitare la massima vigilanza ed essere consapevoli della possibilità di cancellazioni di voli, chiusure dello spazio aereo e interruzioni dei collegamenti”. “Gli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno intrapreso ostilità contro l’Arabia Saudita, prendendo di mira anche aeroporti civili. Questo conflitto militare ha il potenziale di avere una rapida escalation”, prosegue la comunicazione, aggiungendo che “i cittadini Usa al di fuori del Medioriente dovrebbero riconsiderare seriamente l’opportunità di recarsi nella regione o di passarci” e “coloro che si recano nella regione o ne provengono dovrebbero monitorare le informazioni relative alle operazioni aeroportuali e delle compagnie aeree”. “Strutture diplomatiche statunitensi, anche al di fuori del Medioriente, sono state prese di mira. L’Iran e i gruppi che lo sostengono potrebbero prendere di mira altri interessi statunitensi all’estero o in luoghi associati agli Stati Uniti e ai cittadini statunitensi in tutto il mondo, comprese le imprese statunitensi e altre istituzioni”, recita l’avvertimento del dipartimento di Stato Usa.

20 settembre 2026

L'Arabia Saudita conferma che gli Houthi hanno tentato di attaccare la loro capitale

L’Arabia Saudita ha confermato che i ribelli Houthi dello Yemen hanno tentato di attaccare la capitale con un missile balistico. Si è trattato del primo attacco diretto contro Riad dall’escalation degli scontri con i ribelli sostenuti da Teheran, che ha aperto un nuovo fronte nella guerra con l’Iran. Nel frattempo, il capo del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano ha dichiarato che Teheran ha trasmesso a Washington, attraverso il Qatar, uno dei principali mediatori, le proprie condizioni per porre fine alla guerra. A Gaza, attacchi israeliani hanno ucciso tre persone. Israele ha inoltre lanciato raid aerei nel sud del Libano dopo che una bomba piazzata dal gruppo militante Hezbollah ha ferito due soldati.

20 settembre 2026

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