washington Compressa tra le esigenze di politica interna della Casa Bianca e dal rifiuto del Cremlimo di aprire spazi a una possibile trattativa, l’Ucraina si trova ad affrontare una tempesta perfetta che potrebbe determinare le sorti del conflitto con la Russia, giunto quasi al quinto anno. Lo spegnimento improvviso del sistema Starshield, la versione militare della rete satellitare Starlink, ha lasciato al buio le truppe e i mezzi di Kiev impegnati sui campi di battaglia. Soprattutto, i droni difensivi e di attacco che, considerata la scarsità di intercettori e missili a disposizione degli ucraini, sono fondamentali per contrastare e rispondere alle offensive russe. Starshield (come Starlink) è operato da SpaceX, la società spaziale di Elon Musk, ma è pagato dal Pentagono. È inevitabile, alla luce dei nuovi attacchi di Donald Trump a Volodymyr Zelensky - «È ora che l’Ucraina trovi un nuovo presidente» - non pensare a questa mossa improvvisa da parte di Washington come a un seguito dell’accordo annunciato dal presidente americano con Vladimir Putin per l’acquisto del diesel russo.
Una manovra da campagna elettorale, a beneficio di camionisti e agricoltori americani, che ha suscitato indignate reazioni bipartisan sul fronte interno, lo sconcerto degli alleati europei e la frustrazione di Kiev. Peraltro, secondo gli analisti, la mossa non avrà conseguenze pratiche ai fini elettorali auspicati da Trump. Le 300mila tonnellate di gasolio russo che dovrebbero essere immesse da subito sui mercati per calmierare i prezzi rappresentano meno di una giornata dei consumi Usa. Dopo l’annuncio, il prezzo del diesel in America ha fatto segnare martedì 6,29 dollari al gallone (3,7 litri), rispetto ai 6,32 dollari di una settimana fa. Contemporaneamente allo spegnimento di Starshield, la Russia nelle prime ore di mercoledì ha lanciato decine di missili balistici in un attacco su vasta scala contro le infrastrutture energetiche ucraine, lasciando senza elettricità 600mila persone a Kiev, in aperta violazione della «tregua energetica» annunciata da Trump, che l’Ucraina sta invece rispettando. Da rilevare, inoltre, che Starshield non opera all’interno del territorio russo e viene usato dalle forze di Kiev per operare e colpire obiettivi russi solamente all’interno dei propri confini. Quindi, una limitazione alle capacità difensive ucraine.
Il ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, ha puntato il dito contro Elon Musk. «Ehi, ti stai di nuovo rimettendo in politica?», ha scritto sui social media, alludendo a un aiuto del miliardario ad un possibile disegno della Casa Bianca. A Sikorsky sarebbe bastato dare un’occhiata ai dati sulle donazioni per l’attuale campagna elettorale, per scoprire che il miliardario ha già donato ai candidati repubblicani impegnati nelle sfide del 3 novembre per mantenere il controllo del Congresso la somma record di 276 milioni di dollari. In realtà, Starshield non è stato spento del tutto. Il ministero della Difesa ucraino ha riferito che SpaceX ha limitato l’uso del sistema per i dispositivi che si spostano a una velocità superiore ai 160 chilometri all’ora: una restrizione che comunque compromette gran parte delle operazioni militari ucraine sul terreno e nei cieli. Prima di partire per un tour in vari Stati a sostegno dei candidati repubblicani, Trump ha smentito le voci secondo le quali gli Stati Uniti avrebbero interrotto la fornitura di informazioni di intelligence a Kiev. «Non lo abbiamo fatto», ha detto martedì il presidente. Ma secondo indiscrezioni, gli Usa erano pronti anche a questa mossa, se Kiev non avesse messo fine agli attacchi alle raffinerie russe, che secondo il piano di Trump dovrebbero contribuire ad abbassare i prezzi dei carburanti sul mercato americano.
