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Guerra

Teheran prepara la guerra prolungata. “Armi triplicate”. Siria, l’ira di Ankara

Da un lato si attende lunedì quando il Segretario al Tesoro Usa Scott Bessent spiegherà i dettagli della guerra economica annunciata da Trump per piegare l’Iran

Iranian domestically-built Zolfaghar, top, and Zolfaghar Bassir missiles are displayed by the armed forces in a temporary exhibition in front of the Azadi (Freedom) monument in Tehran, Iran, Wednesday, July 29, 2026. (AP Photo/Vahid Salemi)

Sopra il Golfo Persico Iran e Stati Uniti si preparano a nuovo scontro, ma con strategie differenti. Da un lato si attende lunedì quando il Segretario al Tesoro Usa Scott Bessent spiegherà i dettagli della guerra economica annunciata da Trump per piegare l’Iran. Dall’altro Teheran riorganizza la sua dottrina militare. «Abbiamo assistito a un passaggio da una postura difensiva a una offensiva» ha dichiarato il portavoce dell’esercito Mohammad Akraminia specificando che «risponderemo immediatamente a qualsiasi aggressione e su una scala più ampia dell’aggressione stessa». Linea bellicista anche dal ministero della Difesa iraniano che parla di «produzione di alcune armi e munizioni strategiche più che triplicata».

Nel frattempo non accenna a diminuire la tensione tra Israele e Turchia. Motivo del braccio di ferro il raid vicino all’aeroporto di Abu al-Duhur nel nord-ovest della Siria, zona a forte presenza militare turca. «La Turchia non cadrà in trappola. Le minacce e le menzogne di Netanyahu riflettono il suo isolamento internazionale» ha dichiarato Ankara, stretto alleato del presidente siriano al-Shara. Ma a fare eco sono le affermazioni dell’inviato speciale di Trump per la Siria e l’Iraq, Tom Barrack. Questi ipotizza che Israele «stesse semplicemente provocando la Turchia. Una strategia molto aggressiva, ma forse ben accolta in vista delle elezioni». Ma apre anche alla possibilità di «un problema di comunicazione tra le Idf, il Mossad e l’ufficio del primo ministro». Il ministro della Difesa israeliano Katz ha definito la testimonianza di Barrack «piena di inesattezze e di posizioni che contraddicono persino la posizione dello stesso presidente degli Stati Uniti, Trump». Stoccate anche contro il governo turco: «Erdogan è stato colto con la mano nel barattolo dei biscotti ed è stato costretto a fare marcia indietro». Intanto a Gaza un raid israeliano ha ucciso un palestinese e ferito un altro. Contemporaneamente oltre 100 ex diplomatici di Francia e Regno Unito hanno scritto una lettera ai loro governi chiedendo azioni urgenti prima che «la Palestina sia cancellato sotto gli occhi del mondo». Secondo Bloomberg Londra starebbe valutando lo stop al commercio con gli insediamenti israeliani in Cisgiordania.

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