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Guerra

Zelensky spera nei dem Usa. L’Italia “assicura” nuovi aiuti

Kiev cerca la sponda Ue prima del trilaterale. Meloni: “Serve una voce sola”

epa13355876 Ukrainian President Volodymyr Zelensky attends a meeting with Spanish Prime Minister Pedro Sanchez and Ibero-American leaders, in Madrid, Spain, 05 November 2026. Zelensky is in Madrid as a guest of honor of the 30th Ibero-American Summit, as well as to hold military and diplomatic talks. EPA/CHEMA MOYA

È sullo scenario ucraino che si registra uno dei primi riflessi della débâcle trumpiana alle elezioni di «medio termine». Il presidente Zelensky ha già azionato il pressing sui neo-eletti, provando a sfruttare pure la delusione di vari membri del partito del tycoon. Zelensky ha detto di sperare, dopo la vittoria Dem tanto alla Camera quanto al Senato, di «ricevere maggior sostegno» dagli Stati Uniti. «Sono grato anche ai Repubblicani, ma i Democratici parlano chiaramente di sostenere l’Ucraina, di fornire aiuti e di rinnovare i legami tra Usa ed Europa», ha spiegato il leader gialloblù. Per questo, sostiene, l’augurio è che «si raggiunga un equilibrio di potere». Auspicio, condito da una nuova accusa alla Russia: quella di aver cominciato a mandare al fronte i bambini ucraini deportati.

Messaggi incrociati nel giorno in cui Zelensky ha incontrato a Madrid il presidente del Consiglio europeo Costa, con cui ha discusso anche nuove ipotesi per accelerare il processo di adesione all’Ue. Poi una telefonata con gli inviati degli Stati Uniti, Witkoff e Kushner, in vista del trilaterale di Abu Dhabi il 10 e l’11 novembre, che include la Russia.

Dopo aver incassato dalla Germania un «pacchetto» aggiuntivo da 200 milioni di euro per far fronte al periodo invernale, pressing serrato anche sull’Ue. E per aggiungere agli aiuti un’azione diplomatica, la premier Meloni ha inviato una lettera a Costa: «Si decida una volta per tutte chi siede al tavolo negoziale in rappresentanza dell’Ue». Per la premier, l’Europa deve parlare con una voce sola, non possiamo più aspettare: «Entro dicembre, il nome del negoziatore». La Commissione europea ha erogato intanto 4,36 miliardi di euro nell’ambito del prestito al Paese gialloblù; sostegno finanziario e per la difesa che porta la cifra complessiva degli aiuti Ue e degli Stati membri, dall’inizio dell’invasione della Russia, a un totale di 235,9 miliardi, inclusi i 3,8 dai proventi degli attivi russi immobilizzati.

Ma col passare del tempo la «questione ucraina» diventa sempre più politica; specie dentro un’Europa in un anno elettorale. In Francia, Le Pen ha già dato un segnale di volontà di sganciarsi dagli aiuti economici a Kiev: entro sei mesi dalla sua eventuale vittoria. In Italia, dibattito aperto dentro la stessa maggioranza di governo, con un alert rivolto agli scettici dal ministro della Difesa Crosetto: rispetteremo i patti che abbiamo preso con gli alleati europei, Nato e con l’Ucraina. Anche quest’anno, annuncia Crosetto, «è stato predisposto il pacchetto di aiuti». Così il ministro della Difesa risponde al leader di Azione Calenda nel question time al Senato. Il ministro sarà audito dal Copasir martedì per i dettagli. Crosetto sottolinea che è «cambiata la situazione sul terreno: l’Ucraina, fino a poco tempo fa, riusciva a fermare il 90% degli attacchi; adesso il 10%, perché si è evoluta la tecnologia russa, le cose che servivano sono state difficili da mandare, nonostante ciò - continua - abbiamo predisposto questo tredicesimo pacchetto mantenendo un impegno e continueremo a mantenerlo».

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