Insultati per aver rimpatriato irregolari

Provocati, insultati dalla polizia ghanese con frasi pesanti («italiani mafiosi») e un ufficiale di polizia della Polaria di Fiumicino trattenuto per un’ora in un ufficio sotterraneo per essere interrogato - e più volte aggredito verbalmente - da un ufficiale della polizia dell’aeroporto di Accra, nel Ghana. È capitato a quattro agenti di scorta della Polaria di Fiumicino che stavano rimpatriando due cittadini stranieri, rispettivamente di nazionalità ghanese e ivoriana, Gyandor Isaack e Fadika Mamadi. I due, respinti sulla linea di frontiera perché non in regola con i documenti per fare ingresso nel nostro paese (il primo di loro era in possesso di una residenza spagnola risultata falsa, l’altro invece aveva un passaporto falso), erano stati imbarcati sabato scorso sul volo Alitalia delle 15 (AZ 844) per Accra via Lagos. Ma una volta saliti a bordo dell’aereo insieme con i quattro agenti e raggiunto gli ultimi posti in coda, i due extracomunitari hanno opposto resistenza, urlando e richiedendo aiuto, sostenendo per giunta di essere stati maltrattati dalla Polizia. Così a bordo dell’aereo è scoppiato un vero caos. C’è voluta un’ora buona per permettere la partenza del velivolo.
Sulla vicenda sono in corso accertamenti da parte del ministero dell’Interno e non da ultimo il rischio di un incidente diplomatico tra Italia e Ghana. «Una volta giunti ad Accra i due stranieri respinti sono stati consegnati sotto bordo a poliziotto africano - racconta l’agente della Polaria - mentre l’ispettore-capo veniva invitato a seguirlo con i due extracomunitari, in un ufficio seminterrato dell’aeroporto. Qui l’ispettore ha cominciato a ricevere insulti da parte del ghanese davanti agli uomini della polizia locale, i quali invece di intervenire, sorridevano ironicamente». «Da quel momento - racconta il malcapitato - è iniziata un’autentica aggressione verbale nei miei confronti e continue domande circa i presunti maltrattamenti subiti da Gyandor». Stando alla relazione di servizio sull’accaduto, a nulla sarebbero valsi neanche gli innumerevoli tentativi da parte dell’ispettore capo, di evidenziare, tra l'altro che il ghanese respinto, così come l’ivoriano erano in possesso di documenti falsi. Solo dopo oltre un'ora di questo parapiglia, alla presenza degli altri tre agenti di scorta italiani nel frattempo convocati e del capo scalo Alitalia, l'ufficiale ghnaese alla fine ha deciso di interrogare anche l'altro respinto ivoriano. È lui che ha subito smontato la tesi del ghanese, Gyandor Isaack, secondo la quale i due sarebbero stati vittime di maltrattamenti. «Da sottolineare - conclude uno dei 4 agenti della Polaria coinvolti - come la sicnronia, la calma e la professionalità dei colleghi di scorta abbiano scongiurato il pericolo di prevedibili azioni di rivalsa, poiché era palese che i poliziotti ghanesi stessero provocando e attendendo solo un gesto reattivo da parte dei colleghi italiani per procedere poi nei loro confronti».
Come se non bastasse per il loro rientro in Italia da Accra, l’ispettore aveva chiesto al comandante del volo Alitalia di poter usufruire, dopo quasi 20 ore di servizio filate, di posti a bordo che avessero delle poltrone reclinabili, per consentire loro di riposare durante il viaggio. Il comandante, altrettanto «gentilmente» ha invece consentito loro dei posti in coda dell’aeromobile, dove i sedili naturalmente non sono reclinabili.

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