Ancora bluff: il premier chiude le ambasciate mai aperte

I tagli ai distacchi sindacali? Solo venti persone. Stabilizzati 4.500 docenti di sostegno e 9mila tra bidelli e amministrativi

Ancora bluff: il premier chiude le ambasciate mai aperte

Roma - Mao diceva: ogni lunga marcia inizia con un piccolo passo. E Matteo Renzi sembra applicare alla lettera il principio del Grande Timoniere. La conferma viene dalle scelte del consiglio dei ministri. Primi, piccoli, passi appunto.
Il comunicato di Palazzo Chigi dà conto della chiusura di 4 ambasciate, in linea con il decreto legge sulla spending review del governo Monti. Le sedi da chiudere vengono citate dalla nota ufficiale. E sono le ambasciate di Tegucigalpa (Honduras), Reykjavik (Islanda), Santo Domingo (Repubblica Dominicana), Nouakchott (Mauritania). Piccolo particolare. In nessuna di esse oggi c'è un ambasciatore (in Honduras ed a Santo Domingo c'è un incaricato d'affari). Non solo. Reykjavik e Nouakchott non sono nemmeno mai state aperte. In compenso, vengono cancellate dalla pianta organica del ministero degli Esteri, così da puntare ad avere maggiori margini e contenere così i futuri tagli alla spesa, previsti per la Farnesina.
In compenso, vengono unificate le rappresentanze di Unesco ed Ocse a Parigi. Con il risultato che l'ambasciatore dell'Unesco (nominato nel settembre dello scorso anno, una donna) rimarrà un paio d'anni e poi verrà richiamato a Roma.
Anche la (presunta) chiusura delle ambasciate diventa argomento per i parlamentari grillini di tirare in ballo gli aerei F35 e polemizzare con il governo. Dello stesso tono anche le altre misure adottate dal Consiglio dei ministri. Il comunicato di Palazzo Chigi annuncia che il governo ha dato mandato al ministro della Funzione pubblica Maria Anna Madia di firmare il contratto collettivo per la ripartizione dei permessi sindacali per i dirigenti della pubblica amministrazione.
Piccolo particolare. La norma originaria è del 1998. Viene applicata ad una settantina di persone, per lo più medici. Categoria che non ha mai accettato di misurarsi con le rappresentane sindacali unitarie, in quanto non si riconosceva pienamente nel ruolo di Cgil, Cisl e Uil. Ora, dopo 16 anni, lo ha fatto. E la Madia deve certificarlo con la propria firma.

L'impatto provocherà una riduzione dei distacchi sindacali nell'ordine di una ventina di unità. Il Consiglio dei ministri poi approva l'assunzione a tempo indeterminato di 4.447 docenti di sostegno per alunni con disabilità e di oltre 9 mila dipendenti amministrativi (bidelli, impiegati, contabili). In realtà, il decreto di assunzione di questa schiera di docenti e non docenti è del 14 marzo, firmato da Maria Chiara Carrozza. Tant'è che molti di loro già lavorano. Assunti dal pianeta Scuola anche 43 assistenti amministrativi, 19 coadiutori, 2 direttori ed un collaboratore. Tutti destinati «alle esigenze delle Istituzioni di alta formazione artistica, musicale, coreutica». Matteo Renzi è poi riuscito a nominare formalmente Raffaele Cantone quale presidente dell'Authority anticorruzione, dopo averlo annunciato più volte. Infine, Franco Gallo sostituisce Giuliano Amato alla guida dell'Enciclopedia italiana, la Treccani. Lo decide il consiglio dei ministri. Da notare che Gallo è stato componente della Corte Costituzionale, come Amato. Ma è stato anche ministro delle Finanze: incarico che Amato non ha mai rivestito, «limitandosi» al Tesoro ed alla presidenza del Consiglio.

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