Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 11:21
In evidenzaAggiornato alle ore 11:21
Interni

Borse fredde con l’operazione. “Sarà una Mission Impossible”

Il commento del Financial Times: “Follia, una fusione a quattro richiede un pensiero magico”. Generali: “Valuteremo”. Intesa Sanpaolo si muove con i suoi legali per fare un esposto in Consob

Carlo Messina , AD Intesa Sanpaolo, in occasione della presentazione della Relazione annuale di Banca d’Italia sul 2025. Roma Venerdì 29 Maggio 2026 (photo by Mauro Scrobogna / LaPresse) Carlo Messina, CEO Intesa Sanpaolo, on the occasion of the presentation of the Bank of Italy's Annual Report for 2025. Rome, Friday May 29 2026 (photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)

La squadra dei consulenti legali di Intesa Sanpaolo sta valutando l’opportunità di presentare un esposto alla Consob in merito alle indiscrezioni e alle comunicazioni fatte sulle offerte di Mps su Banco Bpm e Banca Generali. Se ravvisasse possibili reati, la Commissione potrebbe trasmettere gli atti alla Procura. Che intanto prosegue l’inchiesta sulla scalata di Mps a Mediobanca puntando a tirare le somme entro l’autunno, sicuramente entro fine anno.Nel mirino dell’esposto a Consob ci sarebbero alcune criticità ed anomalìe emerse negli ultimi giorni, tra cui la tempistica di convocazione dell’assemblea straordinaria del Monte fissata per fine ottobre, e le informazioni diffuse al mercato. Le due operazioni, tra l’altro, sono state approvate giovedì con l’astensione di quattro consiglieri indipendenti che si sono dichiarati non adeguatamente informati su diversi temi. In particolare, non sarebbero state fornite adeguate risposte sulle sinergie, sui rischi Antitrust e su quelli collegati all’esecuzione delle operazioni anche alla luce della fusione in corso con Mediobanca.Alcuni di questi dubbi coincidono con quelli del mercato e degli analisti. Gli esperti puntano il dito sui rischi d’esecuzione, sui tempi, sul consenso dei soci e sulla convenienza rispetto all’offerta di Intesa. Il punto centrale è che il doppio blitz viene letto più come una mossa difensiva, che come un vero progetto industriale. Cautela sul piano di Lovaglio filtra anche da Piazza Affari: Mps alla fine delle contrattazione ha ceduto l’1,3%, Mediobanca l’1,8%, Banco Bpm lo 0,4% mentre Banca Generali ha perso il 2,05%. Intesa Sanpaolo ha segnato un -0,7% mentre Unipol ha guadagnato lo 0,9 per cento.A Borsa chiusa il cda di Banca Generali ha divulgato una nota per precisare che l’offerta di Mps non è stata né sollecitata né preventivamente concordata. Mentre, secondo quanto riporta l’agenzia Radiocor, Generali (che controlla il 50,1% dell’istituto guidato da Gian Maria Mossa) «non sarebbe contraria all’operazione in linea di principio e la esaminerà con attenzione e senza pregiudizi». Non si tratta di una posizione ufficiale, e nemmeno informale, della compagnia triestina il cui cda e comitato parti correlate dovrà comunque valutare il piano.Intanto, a rischiare lo spezzatino ora è il Banco Bpm (che riunirà il suo cda all’inizio della prossima settimana) perché una parte degli sportelli dell’istituto di Piazza Meda potrebbe finire nelle mani del Crédit Agricole come eventuale contropartita di una diluizione dei francesi. E anche per ragioni di concorrenza, il Banco dovrebbe comunque rinunciare a una parte delle sue filiali. Lo vaglio, dal canto suo, ieri ha assicurato che eventuali sovrapposizioni verranno «ben gestite». Oltre al faro Antitrust, si potrebbe presto accendere sull’operazione anche quello della Banca centrale europea. Ieri è arrivato all’Adnkronos il commento di Ignazio Angeloni, ex componente del Consiglio di vigilanza di Francoforte: «Lovaglio dimostra coraggio, fantasia e capacità di azione rapida, ottime doti per un capo operativo. Altra questione è però quello che è bene fare dal punto di vista del sistema bancario italiano ed europeo. Gli consiglierei di chiedere aiuto a Tom Cruise, quello di Mission Impossible», ha detto l’economista con una battuta.In serata ieri è uscito anche un commento di fuoco sulle colonne del Financial Times: «Le aziende che ricevono un’offerta non richiesta possono accettare, fare ostruzionismo, difendersi strenuamente o fare qualcosa di totalmente folle. Mps sembra aver scelto quest’ultima opzione», scrive il quotidiano della City. Sottolineando che «i prezzi offerti da Mps a Bpm e Generali sono piuttosto magri. La prima, tra i cui azionisti figura anche un Crédit Agricole precedentemente scettico, otterrebbe una fusione senza premio; la seconda, invece, beneficerebbe di un modesto aumento del 10% rispetto al prezzo di mercato». Secondo l’FT, «la cosa più sorprendente è che Mps starebbe addirittura tentando una fusione a quattro, visto che ha appena acquisito la rivale Medio banca. Unire due banche è un’impresa ardua e richiede tempo; tentare la stessa impresa con quattro richiede un pensiero davvero magico».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.