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Montaruli: aiuto gratuito alla donna con il burqa

Quest’intervento si inserisce nell’alveo della discussione sul divieto di velo integrale nelle scuole italiane

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La retorica della donna libera di indossare o meno il velo è stata smontata durante il programma di Paolo Del Debbio da una signora interamente coperta, che ha spiegato che «se tolgo il velo morte... Mio marito mi mena». Una pressione psicologica intollerabile in Italia alla quale si è opposta Augusta Montaruli, vicepresidente dei deputati di Fratelli d’Italia e avvocato di professione: se la donna volesse aiuto e non dovesse riuscire a ottenere il gratuito patrocinio legale, interverrà lei. «Sono disponibile a sostenerne i costi, purché una donna esca da una situazione inaccettabile di costrizione così grave» come quella «di essere costretta a coprirsi totalmente pur di sottostare al volere di un’altra persona, secondo la legge della forza prepotente», è il suo appello.

Uno slancio non scontato ma per lei necessario perché, dice a Il Giornale, «ho un bambino piccolo e voglio che, quando pensa a una donna, pensi a una persona libera e indipendente» non costretta a «doversi coprire per timore della morte». Quell’uomo, sottolinea, «non può avere posto in Italia». Questa problematica, prosegue, «normalmente viene infarcita di scuse religiose» e «sentir dire la verità merita coraggio da parte nostra», perché «l’Italia non può importare barbarie e consentire violenza a una donna che viene costretta a travisarsi». La mano è tesa verso quella donna, che vive nella paura di essere malmenata se dovesse mostrare il suo volto ma il prossimo passo spetta a lei, se mai questo appello potesse raggiungerla. Nel caso trovasse il coraggio di denunciare la segregazione scatterebbe l’allontanamento suo e dei figli dal marito, perché a quel punto «le forze dell’ordine, i magistrati e gli assistenti sociali individuano luoghi sicuri per la permanenza».

Quest’intervento si inserisce nell’alveo della discussione sul divieto di velo integrale nelle scuole italiane, che per Montaruli «è il modo migliore per affrontare le famiglie che sono ancora legate a questa violenza», perché «non è libertà costringere una donna a coprirsi, neanche se questo è camuffato da religione». Il decreto Meloni, ribadisce, «sta aprendo la strada alla libertà e all’integrazione per moltissime ragazze», di cui «ci stiamo occupando noi, non il femminismo ideologico della sinistra».

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