«Quello che stiamo passando è frutto di errori commessi da tutti, nessuno escluso». È il messaggio lanciato dal capogruppo milanese della Lega Alessandro Verri a tutti i dirigenti del partito. Il governatore Attilio Fontana ha attaccato due giorni fa sul Corriere il segretario Matteo Sal vini, ipotizzando anche un cambio al vertice. Domani sarà alla Versiliana con il presidente dei deputati in Senato Massimiliano Romeo, segretario della Lega Lombarda che presenterà sul palco il nuovo libro «Fare la Lega, agenda per il rinnovamento». Sintesi del pensiero della fronda nordista. L’appuntamento rischia di alimentare le tensioni. Anche Fontana parlerà più diffusamente dell’associazione che sta creando (per ora) all’interno del partito con i governatori Fedriga, Fugatti, l’ex presidente del Veneto Luca Zaia e altri esponenti lumbard che spingono un cambio al vertice o una direzione più collegiale del Carroccio. «Viviamo un momento complicato - ammette Verri -. Da amministratore vorrei che sui giornali si parlasse delle iniziative e delle proposte da portare avanti, come ad esempio quella sulla quale sto lavorando per chiedere dei nuclei speciali della polizia locale per il controllo e l’identificazione di tutti coloro che non hanno i requisiti per vivere a Milano». E «da militante» invece chiede a tutti di fare quel mea culpa, «nessuno escluso». Nel 2027 si torna al voto, alle Politiche e anche a Milano. La Lega è il partito del centrodestra che può subire più danni da Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, che nel frattempo ha già lanciato il candidato sindaco, il generale Carmelo Burgio. «Abbiamo una campagna elettorale che sarà decisiva per il futuro di Milano e dei cittadini, torniamo a parlare di temi e presentiamo già a settembre un nome che possa vincere finalmente la città» avverte il capogruppo leghista. Sulla stessa linea il consigliere e segretario provinciale Samuele Piscina: «La bagarre sui giornali o sui social non fa bene al movimento. Il direttivo della Lega è stato ricco di proposte concrete ascoltate dal segretario federale e lombardo», Salvini e Romeo, «in questa fase dobbiamo aiutare a far sì che vengano attuate rimanendo uniti.
Sono sicuro che a Pontida ci saranno diverse novità che andranno incontro alle diverse richieste». A Milano «la Lega è compatta, ha messo a disposizione nomi forti e credibili, al rientro procediamo spediti con la coalizione sulla scelta del candidato e sul programma». Per Daniele Belotti, ex deputato bergamasco ed ex voce storica sul pratone di Pontida, «ha ragione Fontana, il dato oggettivo è che da 7 anni perdiamo voti e stiamo tornando al 4% e l’ho detto in faccia a Salvi ni: va cambiato il segretario».
