Si accende il dibattito sull’inizio dell’anno scolastico. Da un lato i sindacati chiedono il rinvio, dall’altra il ministero dell’Istruzione interviene per impedirlo.
“Come sindacato, da anni chiediamo la riapertura delle scuole ad ottobre, altro che l’anticipo al 31 agosto: chi si batte per mandare in classe alunni e personale scolastico a 40 gradi non fa il bene della scuola e non si rende conto che gli istituti scolastici non sono luoghi di babysitteraggio”, afferma il leader dell’Anief Marcello Pacifico che si dice pronto a “diffidare le istituzioni che dovessero non prendere provvedimenti per tutelare la salute dei discenti, dei docenti e di tutto il personale della scuola”. Anche Gianna Fracassi, segretaria Flc Cgil, interpellata dall’Ansa, avverte: “Se non ci sono le condizioni per rispettare il decreto 81 su salute e sicurezza e le temperature sono troppo alte in classe, non inizino le lezioni, non è possibile fare scuola a queste condizioni: hanno avuto tre mesi per fare dei lavori e non hanno fatto nulla, in alcuni territori è invivibile stare 5-6 ore in classe in 20-30 persone”. E poi conclude: “Ci sono delle ragioni che valgono per tutti, non solo per i cantieri in mezzo alla strada; il tema c’è, scelgano le soluzioni che vogliono ma scelgano”.
Carlo Vito Castellana, coordinatore della Gilda degli insegnanti, interpellato dall’Ansa, attacca: “Pensare a rinviare la partenza delle lezioni è l’ennesima beffa, significa non riuscire a garantire il diritto allo studio in modo adeguato. Le scuole dovrebbero essere accoglienti, in realtà oggi è tutto affidato al personale scolastico”. Il sindacalista avverte: “Dobbiamo rendere le scuole più accoglienti, investire, abbiamo sprecato i soldi del Pnrr che potevano essere utilissimi per climatizzare le scuole”.
A smorzare la polemica ci pensa il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara che annuncia: “Abbiamo deciso un contributo di 20 milioni di euro destinato alle istituzioni scolastiche per apparecchi e dispositivi per il raffrescamento, con l’obiettivo di migliorare le condizioni e il comfort per gli studenti e personale scolastico”.
Valditara, poi, spiega: “Questo intervento si inserisce nell’impegno del Ministero per sostenere concretamente le scuole e accompagnarle nell’affrontare le esigenze legate alla qualità degli ambienti in cui si svolgono le attività didattiche”. Il ministro assicura: “Stiamo lavorando anche a un piano più ampio per l’efficientamento energetico nelle scuole. Ci aspettiamo, inoltre, che gli enti locali – Comuni, Province e Città metropolitane – nell’ambito delle rispettive competenze, facciano la loro parte contribuendo agli interventi necessari nelle scuole. L’avevamo promesso, l’abbiamo fatto”.
