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Boccia in tv da Giletti e il fango contro Il Giornale. Cerno: “Lei che mi spiega la parola frocio è peggio di quando ci spiegava la cultura”

Secondo la donna, un messaggio pubblicato dal direttore non ha scatenato adeguata indignazione. La replica di Cerno: “Lo ripeto a grande voce”

giletti boccia

Maria Rosaria Boccia è stata ospite di Massimo Giletti a Lo Stato delle cose per parlare del libro “Guai a chi lo tocca - Io, Sigfrido e le tempeste”. In collegamento, Boccia ha fatto intendere che ci sarebbe un altro libro ora “congelato”, del quale non riferisce se sia o meno a firma doppia, che sarebbe quella di Ranucci. “Secondo me un amico merita sostegno e in questo momento ho raccontato agli italiani il vero Sigfrido, non quello che vogliono raccontare alcuni vostri colleghi”, ha dichiarato Boccia difendendo l’opera letteraria.

“Quando gli ho chiesto cosa avesse piacere che io le raccontassi, lui mi ha detto ‘la verità: che il vero libro ancora non lo hai scritto e che quando uscirà sarà aperto il vaso di Pandora 2’”, ha riferito Boccia con Massimo Giletti. Passando al tema Lavitola, la donna ha dichiarato di non conoscere “Valter Lavitola, mi sono un po’ documentata sul suo passato e lo definirei leggermente discutibile. E proprio per questo motivo, alla luce delle sue tantissime dichiarazioni che cambiano di giorno in giorno, secondo me la cautela che ha avuto Sigfrido non nel non prendere le distanze ma di continuare a tenere ‘a bada’ questa mina vaganta dall’intero e comprendere quali sarebbero state…”.

Una parte dell’intervista è stata poi dedicata alla presunta “gelosia” reciproca tra Ranucci e Boccia per le telefonate notturne molto lunghe che si scambiano i due. Si è poi discusso della foto del bacio che ha fatto tanto discutere e che sarebbe stata generata dall’intelligenza artificiale come strumento di satira. “Ci divertiamo spesso a realizzare prime pagine di giornali che il giorno prima ci hanno messo in prima pagina. Tutte le persone alle quali l’ho fatta vedere nessuno mi ha detto che era vera”, ha riferito Boccia. È poi arrivato il momento dei messaggi scambiati tra Ranucci e Boccia due anni fa, il 17 settembre 2024, nei quali si parlava della cosiddetta “lobby gay” alla quale apparterrebbero, stando a quanto si legge in quelle chat, il direttore Tommaso Cerno, Alfonso Signorini, Marco Mancini, il signor B. e lo stesso Massimo Giletti.

Il conduttore ha mostrato le chat riprendendo la puntata de Lo Stato delle cose del 9 febbraio 2025 per interrogare Boccia sul tema. “Questa chat parte da un tweet del direttore Tommaso Cerno che dice: ‘Ogni volta che vedo la signora Boccia in televisione ringrazio di essere frocio’. Mi scuso col pubblico per questa parola sgradevole. Da questo tweet iniziamo a commentare”, ha spiegato la donna. “Raccontiamo questa cosa perché quel tweet fatto da Tommaso Cerno non ha provocato, nella popolazione italiana e nelle istituzioni, indignazione. Fatto da Maria Rosaria Boccia o Sigfrido Ranucci si sarebbero alzate dalla sedia tantissime persone”, ha proseguito Boccia. Giletti ha replicato di slancio: “Sinceramente non mi convince”. Il direttore Cerno ha replicato da X: “Maria Rosaria Boccia che spiega a me se sono frocio da Giletti è perfino più esilarante di quando ci spiegava che lei è una esperta di cultura”. E ha aggiunto: “L’avevo detto e oggi che la sento dal vivo lo ripeto a grande voce”.

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