Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 15:37
In evidenzaAggiornato alle ore 15:37
Interni

“Crimine contro l’umanità”. Bonelli difende Sea Watch e confonde pure il fermo col sequestro

L’esponente di Avs si è schierato con la Ong tedesca dopo la decisione delle autorità italiane di fermare la nave dopo la violazione del decreto Piantedosi

bonelli Sea watch

La sinistra italiana starà anche abbandonato il woke a suon di “abbiamo scherzato” ma alcune convinzioni sono dure a morire per l’attuale opposizione, come quella che le leggi debbano essere rispettate a convenienza e solo da alcuni. Ieri il ministro Matteo Piantedosi ha annunciato il fermo della nave Sea-Watch 5 per 45 giorni, con l’applicazione di una multa da 7.500 euro, per la violazione dei decreti sull’immigrazione. Come al solito, infatti, la Ong tedesca non ha comunicato l’intervento alla Libia ma ha informato esclusivamente l’Italia, costretta a dare un porto.

Oggi, Angelo Bonelli si è spinto perfino a parlare di “crimine contro l’umanità” per l’azione del del governo. “A Rimini la destra ascolta il Papa e applaude quando afferma che le persone contano più dei confini. Ma mentre quelle parole venivano pronunciate, il ministro Piantedosi sequestrava la Sea Watch, multandola per 7.500 euro, colpevole di aver salvato in mare 6 migranti e un bambino. E questo accade il giorno dopo che 15 persone sono annegate con un barcone nel Mediterraneo”, dice Bonelli in una nota, mistificando completamente la realtà, costruendo una narrazione artefatta e populista di quel che è realmente successo e delle ragioni che hanno portato il ministro Piantedosi ad applicare un fermo amministrativo (non un sequestro, per altro) alla nave tedesca. Le norme esistono per essere rispettate e non per essere interpretate a piacimento ed è questo il grande problema.

Per Bonelli e per la sinistra l’Italia dovrebbe essere messa in mano alle Ong o, ancora meglio, le Ong dovrebbero essere dotate di un’esenzione totale e avere carta bianca per far quel che desiderano in barba alle leggi. “Non consentire i salvataggi di persone in mare è un crimine contro l’umanità. Applaudire il Papa a Rimini e poi sequestrare le navi che salvano vite è l’ennesima e dolorosa ipocrisia di questo governo”, ha concluso Bonelli, che ha perfino ribadito il concetto di “sequestro”. L’Italia non è l’unico porto sicuro del Mediterraneo, questo è un concetto che la sinistra e le Ong non sembrano voler acquisire o, forse, non hanno interesse ad acquisire. Se le leggi italiane non piacciono alle Ong, queste possono fare richiesta in tantissimi altri porti: c’è Malta, la Grecia, Cipro, la Francia, la Spagna, la Croazia. C’è perfino la Tunisia, Paese sicuro per l’Europa e per tantissime persone, ma non per i migranti delle Ong. Se le navi tedesche non ritengono giuste le leggi italiane possono benissimo andare altrove o, in alternativa, pretendere che sia il loro Paese a farsene carico. E per quanto riguarda la sinistra italiana, invece, dice una volta per tutte se è dalla parte del Paese o di chi, tedesco o di altra provenienza, di questo Paese se ne frega.

“Stupisce la domanda di Sea-Watch al Governo italiano. La risposta è affermativa, senza esitazioni. Il Governo Meloni è in prima linea nella tutela della legalità e nella lotta ai trafficanti di esseri umani: difendiamo i confini, contrastiamo l’immigrazione illegale, lavoriamo per diminuire gli sbarchi e rendere effettivi i rimpatri di chi non ha diritto a restare in Italia. Un percorso che portiamo avanti anche in Europa e che sta raccogliendo sempre più sostegno e consensi tra gli altri Stati membri, orientando le politiche comunitarie in questa direzione”, ha dichiarato il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti, rispondendo a Sea-Watch. “Quanto alle Ong, spiega il ministro, c’è una regola semplice che vale per tutti: le leggi si rispettano, anche quando non si condividono. Non può essere un’organizzazione privata a decidere quali norme rispettare e quali ignorare. Il Governo Meloni ha scelto da che parte stare: dalla parte dello Stato, della legalità e della sicurezza dei cittadini. E continuerà a far rispettare le regole, perché nessuno, nemmeno le Ong, può considerarsi al di sopra della legge”, ha concluso.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.