Nuovo fermo amministrativo per una nave Ong nel nostro Paese. Ad annunciarlo è stato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che con una nota social ha informato che all’imbarcazione Sea-Watch 5, battente bandiera tedesca, sono stati comminati 45 giorni di fermo e 7.500 euro di multa. La nave, ha spiegato il ministro, “ancora una volta non ha rispettato gli obblighi di legge previsti durante le operazioni in mare. Una grave violazione della normativa: le attività di soccorso in mare devono essere gestite e coordinate dagli Stati competenti, non dalle Ong”.
Nella missione precedente, Sea-Watch 5 ha visto indagato il suo comandante olandese Anne Van Damme, per favoreggiamento dell’immigrazione illegale. Un’indagine che nasce dall’attività di pattugliamento di Frontex nel Mediterraneo, durante la quale l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera ha immortalato il trasbordo di migranti da un gommone gestito da trafficanti armati al gommone della Ong: gli attivisti hanno preso i migranti e li hanno portati alla nave, mente i trafficanti si sono allontanati indisturbati. La Ong tedesca non ha smentito questa ricostruzione ma ha spiegato che l’intervento è stato necessario per garantire l’incolumità dei migranti. L’indagine è ancora in corso, il comandante ha annunciato di voler lasciare le missioni per il momento.
I rappresentati della Sea-Watch 5 hanno replicato tramite una nota e i propri canali social: “La Sea-Watch 5 è stata fermata per 45 giorni con l’accusa di non aver cooperato con le autorità libiche. È vero, noi non collaboriamo con criminali e trafficanti. Il governo italiano può dire lo stesso?”. Il riferimento è a ”personaggi come Bija, Almasri e Saddam Haftar: criminali internazionali accusati, tra gli altri reati, di traffico di esseri umani, con cui il governo italiano ha stretto, e continua a stringere, accordi".
“È vero - spiega ancora la Ong - giovedì 13 agosto, dopo aver soccorso 6 persone in acque internazionali, abbiamo informato l’Italia e i Paesi europei limitrofi, ma non il cosiddetto centro di coordinamento per il soccorso marittimo libico, un’autorità fantoccio che serve a legittimare e rendere interlocutore accettabile quegli uomini e trafficanti che, poco dopo il soccorso ci hanno puntato contro un fucile intimandoci di allontanarci dal ‘loro territorio’. Sono queste le ’autorità competenti’ a cui si riferisce il ministro Piantedosi?”.
Il ministro, in un altro messaggio sui social, ha invece voluto porre l’attenzione sul fatto che siano ”crollati gli sbarchi, raddoppiati i rimpatri, e dal 2023, con gli accordi con Libia e Tunisia, si sia impedita la partenza di oltre 275mila migranti verso le nostre coste. Per quanto riguarda i “dublinanti”, dopo anni di inerzia dei governi precedenti, in 4 anni abbiamo impedito il rientro di 80 mila persone: dal 12 giugno le richieste degli altri Stati membri sono state una cinquantina, e appena 3 i trasferimenti in Italia". Il nuovo patto “rappresenta un cambio di paradigma: introduce per la prima volta meccanismi di solidarietà obbligatoria e permanente, non più legati alla sola emergenza. Un risultato frutto dell’impegno del governo Meloni, che fin dal suo insediamento ha riportato la gestione dei flussi migratori al centro dell’agenda europea”, conclude Piantedosi.
Il fermo della Ong tedesca si inserisce in un momento di tensioni politiche tra Italia e Germania sui migranti: il Paese tedesco ha annunciato di voler rimandare i dublinanti ma il governo Meloni ha avanzato l’ipotesi che possa esserci una compensazione tra i migranti arrivati in Germania dall’Italia con i movimenti secondari e quelli che le Ong tedesche sbarcano nel nostro Paese. Per anni il Bundestag ha finanziato le organizzazioni non governative tedesche che hanno sbarcato i migranti nel nostro Paese e considerando le norme internazionali, la Germania è responsabile legale delle navi alle quali concede la bandiera. “La Germania non ha diritto di mandarci indietro un solo immigrato irregolare fino a che ci sono delle navi di Ong tedesche in giro per il Mediterraneo a scaricare migliaia di clandestini in Italia e in Europa. Prima risolvi i problemi delle navi a cui hai dato la bandiera e poi parliamo di tutto il resto”, a dichiarato il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini.
