È scomparso nella notte all’ospedale Sant’Eugenio di Roma l’ex ministro Fabio Mussi. Aveva 78 anni. La notizia è stata comunicata da Alleanza Verdi e Sinistra, di cui l’ex ministro era dirigente. Esponente storico della sinistra italiana, Mussi era stato ministro dell’Università e della ricerca nel secondo governo guidato da Romano Prodi. Nato a Piombino, in provincia di Livorno, il 22 gennaio 1948, aveva attraversato più di mezzo secolo di storia della sinistra italiana, dal Pci a Sinistra Italiana.
Una lunga esperienza nella politica e nelle istituzioni
Mussi si era iscritto al Pci nel 1965, a soli 17 anni, entrando rapidamente nei vertici del partito. Nel 1979 era diventato il più giovane componente del Comitato centrale. Dopo lo scioglimento del Pci aveva proseguito il suo percorso nel Pds e poi nei Ds. Era stato parlamentare dal 1992 al 2008. Nel 1996 aveva ricoperto il ruolo di capogruppo dei deputati del Pds-Ulivo e nel 2001 era stato eletto vicepresidente della Camera. Parallelamente all’attività politica aveva lavorato nell’editoria, come vicedirettore di “Rinascita” e poi condirettore de “L’Unità”.
La scelta di lasciare i Ds
Nel secondo governo Prodi, dal 2006 al 2008, Mussi era stato ministro dell’Università e della ricerca. Contrario alla nascita del Partito democratico dalla fusione tra Ds e Margherita, non aveva aderito al nuovo partito e nel 2007 aveva partecipato alla fondazione di Sinistra Democratica, poi confluita in Sinistra Ecologia Libertà e successivamente in Sinistra Italiana. Nicola Fratoianni ha ricordato quella scelta: “Quando molti anni dopo i DS si sciolsero per dar vita al PD lui scelse un’altra strada annunciando la sua decisione con quel ‘io mi fermo qui’ che dà la misura di uomo mai settario ma allo stesso tempo rigoroso e schietto”.
Fratoianni: “Un intellettuale raffinato e curioso”
“Fabio Mussi se n’è andato. Quando questa mattina ho aperto gli occhi e ho visto il messaggio di Valentina, sua figlia, non volevo crederci. Ho ancora nelle orecchie la sua voce squillante, la sua ironia tagliente e la passione travolgente con cui mi investiva ogni volta che mi telefonava”, ha scritto Fratoianni. “Prima del ciao o del come stai, fluivano come una raffica di mitraglia le sue parole che ‘sezionavano’ letteralmente la questione di cui aveva premura di parlarmi. Mi telefonava per parlarmi dei problemi che vedeva crescere attorno a noi, per parlarmi di politica. Anzi di Politica con la P maiuscola”. “Perché Fabio non era solo uno straordinario dirigente politico, Fabio era un intellettuale raffinato, una persona coltissima, curioso e inquieto di quella inquietudine di cui abbiamo un disperato bisogno”, ha aggiunto. Fratoianni ne ha ricordato anche le origini: “Fabio Mussi era nato a Piombino nel 1948 da una famiglia di operai. Iscritto al PCI dal 1965, entrò giovanissimo nel Comitato Centrale”.
La nascita di Sinistra Italiana
Nel ripercorrere la propria conoscenza con Mussi, Fratoianni ha ricordato la fondazione di Sel e poi di Sinistra Italiana: “Nel mezzo cinque legislature in Parlamento, moltissimi incarichi e poi Ministro dell’Università e della ricerca nel secondo Governo Prodi. Poi la fondazione di Sinistra Democratica e qualche anno dopo, quella di SEL con chi come me aveva lasciato Rifondazione Comunista. È lì che l’ho conosciuto personalmente”. Mussi aveva avuto un ruolo anche nella nascita di Sinistra Italiana nel 2017. “A lui affidammo la redazione delle tesi e la relazione introduttiva del congresso fondativo di Sinistra Italiana nel 2017. Il titolo ‘C’è Alternativa’ esprime bene la tenacia della sua ricerca. La Politica per cambiare e trasformare il mondo. Un’ambizione mai personale ma sempre collettiva contro la rassegnazione”. Fratoianni ha ricordato anche l’apertura di quella relazione: “Compagne e compagni, qui si ritrovano uomini e donne che in questi anni hanno mantenuto fermo un punto: uno sguardo di sinistra sull’Italia e sul Mondo”.
Il messaggio alla famiglia
Nel suo messaggio Fratoianni ha ricordato anche le difficoltà affrontate da Mussi negli ultimi anni: “Una retorica che non ha mai perso nonostante la fatica del corpo che si è misurata con i postumi di un doppio trapianto di reni che subì nel 2008”. Poi il ricordo personale e il saluto: “Caro Fabio, questa promessa posso fartela. Quel punto continueremo a tenerlo fermo. A te devo e dobbiamo moltissimo. Mi mancherai. Mi mancheranno le tue telefonate, mi mancherà la tua voce e la tranquillità che mi dava parlare con te per chiederti un consiglio o una opinione nei momenti complicati”. “Un grande abbraccio alla moglie Luana e alle figlie Valentina e Gaia. Ciao Fabio, e grazie. Che la terra ti sia lieve”, ha concluso Fratoianni. La famiglia renderà noti nelle prossime ore i dettagli per l’ultimo saluto.
