Rieccoli i professionisti del disagio, altrui s’intende: fuoriclasse dello sciopero, dilettanti allo sbaraglio, europarlamentari della rivoluzione (16mila euro al mese e martello). Ce lo ricordano alla vigilia dei Morti, quelli del campo largo e santo, perché sono così vitali: vogliono seppellire il Paese, bloccare chi lavora per alcuni un’attività paranormale del terzo tipo boicottare treni e autobus. A sinistra politici e affini strillano contro il carovita, colpa delle destre, e costringono gli italiani a pagarsi il taxi, ammesso che riescano a muoversi. La pensata è geniale. Landini, inteso come Maurizio, detiene l’invidiabile record europeo di 22 contratti collettivi sottoscritti a meno di 9 euro all’ora, 5 ai vigilantes che poi ne hanno ottenuti 6, un trionfo. Maurizio è l’unico Landini dannoso per i lavoratori, non come il trattore, che oggi ci aiuterebbe negli spostamenti, e però il verde Bonelli travestito da vigile Celletti ci fermerebbe con paletta e fischietto. Ieri il segretario della Cgil, con la scusa di rilanciare lo sciopero generale del 20 novembre il celeberrimo venerdì landiniano ha riscaldato gli animi: «È una manovra totalmente inadeguata ai bisogni delle persone e ingiusta. Le ragioni dello sciopero sono ancora più forti». Se Landini scioperasse contro Maurizio sarebbe rivoluzionario, l’abbiamo già invitato all’atto di coraggio, ma il Che Guevara di Castenlovo ne’ Monti non ci sente, come la Cgil quando il Giornale le chiede perché non abbia ancora pubblicato il bilancio 2025. Oggi tra un Ave Maria e un Pater Noster ricordatevi di Ilaria Salis santa patrona delle case altrui: «Non dimentichiamolo, nessuno dei diritti di cui godiamo c’è stato regalato», nemmeno l’immunità parlamentare. «Ogni miglioramento delle condizioni di vita è stato strappato dal basso», e da un processo in Ungheria, «con la forza delle mobilitazioni». Sui social l’europrodigio di Avs ha continuato: «Uniamoci nella lotta contro il carovita, il riarmo e la repressione. Scendiamo in piazza!». Su Instagram ha pubblicato i riferimenti di un gruppo d’avvocati a disposizione dei manifestanti, gli stessi a cui si sono rivolti diversi devastatori di Milano. È contro il riarmo anche il compagno di partito Marco Grimaldi, quello barbutissimo e che quand’era di moda entrava a Montecitorio con la kefiah: il deputato è più tollerante con le molotov beccate addosso a tre minorenni finiti in carcere, «ma mi hanno detto che non volevano fare male a nessuno». Grimaldi, che è solito sfilare con Askatasuna, oggi sarà a Torino, dove ci saranno diversi rappresentanti del centro sociale. Tifa per lo sciopero pure il sindaco dem di Bologna Matteo Lepore, lo stesso che un minuto dopo la morte di Fakir ha convocato la piazza per chiedere «verità», e l’esercito pro Pal ha risposto assaltando le forze dell’ordine e distruggendo il centro.
Alla piazzata, al solito, partecipano gli studenti che raramente vanno a scuola (la rappresentante d’istituto è Greta Thunberg): «Sarò al loro fianco ad ascoltarli», ha fatto sapere Chiara Appendino, e con lei altri membri della Gra-tu-i-ta-men-te e Associati. Dicevamo di Greta (lei detiene il primato di assenze dall’aula, che ha disertato quasi prima di entrarci): la Nostradamus amica di Francesca Albanese ha caricato il popolo della Flotilla, che oggi con intenti bellicosi proverà a bloccare i porti italiani e di mezza Europa. Lavorare stanca. Spaccare eccita. Oremus.
