«Con la variante al Pgt del Comune, si rischia di ingessare ulteriormente lo sviluppo urbanistico di Milano. Sono molto preoccupato» commenta l’assessore regionale al Territorio Gianluca Comazzi. «In questa fase c’è bisogno di certezze e nuove abitazioni. Non si può denunciare ogni giorno il caro affitti e poi mettere i bastoni tra le ruote a chi vuole investire» aggiunge l’esponente di Fi, pronto a spingere la possibile candidatura a sindaco di Matteo Perego: «Sta dedicando anima e corpo a questa sfida. Entro gennaio costituiremo comitati cittadini in tutta Milano a suo sostegno».
Assessore Comazzi, partiamo dalla variante al Pgt.
«Le norme di salvaguardia che scatterebbero, complicano la gestione delle pratiche edilizie, aggravando una situazione già difficile. Invece di immaginare la Milano dei prossimi 20 anni, la giunta Sala si limita a introdurre correttivi dettati dalle contingenze e dalle difficoltà amministrative degli ultimi mesi. Approccio miope».
E poi?
«C’è un’emergenza abitativa, ma la sinistra vuole rendere ancora più complesso costruire e riqualificare: un paradosso evidente. Servono regole chiare, ma se vogliamo affrontare seriamente il problema della casa, dobbiamo creare le condizioni affinché si possano realizzarne di nuove e rigenerare le aree dismesse. Invece si aggiungono vincoli, senza una strategia di sviluppo».
Capitolo comunali.
«Credo che Matteo sarà il vero jolly di questa campagna elettorale, il candidato che la sinistra non vedrà arrivare. È giovane, ma ha alle spalle un curriculum di assoluto rispetto. Da quando si è cominciato a parlare di una sua possibile candidatura, credo abbia già percorso almeno due volte tutti e nove i municipi».
La Lega, però, insiste su Sardone e c’è sempre Lupi.
«Due personalità di valore che daranno un contributo fondamentale. Per vincere un campionato non basta avere un bravo capitano, servono anche i fantasisti. E noi, fortunatamente, abbiamo entrambi. L’importante è ricordarsi che si gioca tutti con la stessa maglia».
Teme più Mario Calabresi o Pierfrancesco Majorino?
«Ironizzo: se fanno le primarie, noi dovremmo costituire un comitato per Majorino. Con lui in campo si aprirebbero spazi politici enormi per allargare la coalizione. Penso ad Azione, ma anche al mondo riformista, moderato e liberale».
Lei è anche consigliere comunale. Si ricandiderà?
«In tanti, sia in Fi che tra i cittadini, vorrebbero che mi ricandidassi. Mi onora, ma sto ancora riflettendo. Una cosa, però, posso garantirla: lavorerò per costruire una lista forte e competitiva, valorizzando figure femminili, giovani e chi si è fatto le ossa in Municipio. E dobbiamo anche avere il coraggio di fare autocritica. In questi anni in molti ci hanno chiesto di rafforzare la presenza di Fi in città. Risponderemo con i fatti».
Guarda anche alle elezioni politiche?
«Chi possiede un forte radicamento dovrebbe avere un ruolo centrale nella politica nazionale, anche considerando che, con la nuova legge elettorale, le preferenze saranno ancora più importanti. Attualmente sono concentrato sulla Regione che mi dà grande soddisfazione. Ma come ho sempre fatto, sarò pronto a dare una mano dove ci sarà più bisogno. Oltre ai big, in ambito milanese meriterebbero il palcoscenico romano maratoneti della politica come Giulio Gallera, amministratori in gamba come il sindaco di Melegnano Vito Bellomo o giovani di spessore come Federico Benassati. E poi figure di grande valore professionale: penso ad avvocati come Pier Filippo Giuggioli o Antonino La Lumia».
