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Il Comune disprezza la targa per Norma

La lapide è stata vandalizzata e rimossa, ma non si sa perché non è stata ricollocata una nuova

Targa Norma Cossetto

Non c’è verso. A sinistra il cuore rimane di pietra e per il sangue dei vinti il rispetto è merce introvabile. Anche se si tratta di una ragazza violentata e gettata in una foiba. Il problema è che Norma era (anzi è) un’istriana, uccisa dai partigiani jugoslavi vicino alla voragine di Villa Surani. Una vicenda che con grande fatica è riemersa nel tempo, come quei poveri corpi straziati dall’odio titino, approdando finalmente nei libri di storia e sui banchi dei Comuni dove con grande fatica, coraggiosi consiglieri tendenzialmente di centrodestra hanno ottenuto targhe e ricordi. Come a Milano, con la lapide nel giardino di via Einstein che però a giugno è stata vandalizzata con un gesto vigliacco da gente senz’anima. Inevitabile la rimozione, ma non altrettanto comprensibile che il Comune non abbia ancora provveduto a ricollocarne una nuova. «Lasciare quello spazio spoglio per mesi, significa piegare la testa all’odio ideologico e premiare chi vuole riscrivere la storia con il negazionismo rosso», denunciano i leghisti Samuele Piscina e Davide Ferrari Bardile che hanno depositato un’interrogazione in Comune e al Municipio 4 «per denunciare l’inerzia dell’amministrazione e pretendere il ripristino della targa dedicata alla studentessa istriana, insignita della Medaglia d’Oro al Merito Civile». Perché «i residenti parlano chiaro: è l’ennesimo atto vandalico contro la memoria di una ragazza trucidata solo perché italiana e il Comune non ha mosso un dito, condannando il giardino all’oblio e cancellando il ricordo di quei martiri».

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