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Il general Vestaglia contro Cerno: “Ha gusti invertiti”. È bufera

Vannacci attacca il direttore del Giornale nella sua sfera privata. La replica: “Zero contenuti, come la sinistra con cui vota. Giudicheranno gli italiani”. Solidarietà di La Russa, dei partiti e della Rai

Nella combo, Tommaso Cerno (sx) e Roberto Vannacci, 5 ottobre 2026. ANSA/BAZZI/ANTIMIANI

Sotto la vestaglia niente, ma neanche sopra, nel senso che gli manca la cuffietta, accessorio obbligatorio per un vero uomo (ma anche per una vera donna) autoproclamatosi di «vera destra». Vannacci, che definisce «sporca dozzina» i suoi nove parlamentari transfughi la matematica non è nel programma di Futuro Nazionale ma la fedeltà sì ha pensato (e qui sta la prima notizia) di dileggiare il direttore del Giornale, Tommaso Cerno, sproloquiando di «gusti sessuali invertiti» e altre vannacciate. Per l’ex generale l’omosessualità non deve andare in tivù a certi orari, e Vannacci che non lo è ci va sempre. Il capo di Vestaglia Nazionale ha poi tenuto a sottolineare che a lui le donne sono sempre piaciute ma che questo non gli ha mai garantito «né una citazione eterna nella Commedia di Dante né il patentino di sparare minchiate», e però qualcuno potrebbe consegnargli una laurea honoris causa.

Cerno ha replicato alle contumelie: «Penso che una persona che non sa argomentare senza insultare il prossimo abbia un serio deficit di contenuti. Vannacci mi insulta perché non regge un confronto nel merito. È una dinamica che capisco e conosco bene, la sinistra la usa da sempre. E capisco adesso perché in Parlamento Vannacci vota con la sinistra. Faccia come crede, gli italiani giudicheranno».

Arriva una nota del presidente del Senato, Ignazio La Russa: «Solidarietà al direttore Tommaso Cerno. Il dissenso e il confronto politico non possono mai giustificare attacchi personali né riferimento denigratori alle scelte e alla sfera privata di una persona, che nessuno può sindacare e verso la quale è giusto nutrire massimo rispetto». Tra le prime a esprimere solidarietà a Cerno, Maria Elena Boschi e Raffaella Paita, di Iv («indegno attacco omofobo») e Ilaria Cavo, Noi Moderati («è un attacco di una volgarità disgustosa»). Torniamo al general Vestaglia: «Cerno si è inventato che Fn voglia proibire a chi ha gusti omosessuali di comparire in tv. Non so se chi ha gusti invertiti abbia il patentino per sparare corbellerie più grosse rispetto a chi ha i gusti che si inquadrano nella normalità, ma le regole in tv saranno uguali per tutti: in fascia protetta la propaganda gender e omosessualista non deve poterla fare né chi ha gusti omosessuali né chi ha gusti eterosessuali. Cerno, che dichiara di avere una preferenza erotica per i maschietti, di spazio ne ha dappertutto, ha addirittura una trasmissione in Rai. Ma di cosa si lamenta?».

Il Cda della Rai ha diffuso un comunicato: «Parole inaccettabili. Parlare di gusti invertiti è offensivo, non può trovare spazio in un confronto civile». Ha parlato il ministro Francesco Lollobrigida: «Le idee non si difendono con gli insulti». Danielà Santanchè (Fdi): «Tommaso è una voce coraggiosa. Attacco omofobo». Stefania Craxi (Fi): «Frasi inqualificabili». Durissima la senatrice Michaela Biancofiore: «Vannacci studi la Costituzione, che disonora». Tocca al ministro Giuseppe Valditara: «Vannacci è la rappresentazione macchiettistica della vera destra». In serata arriva la reazione del dem Alessandro Zan che definisce «inaccettabili» le parole del generale, e Walter Veltroni esprime solidarietà a Cerno considerando la nostra epoca un «tempo pieno di barbarie». Vladimir Luxuria è sferzante: «Vannacci è un personaggio fuori dal tempo e un cafone». L’ex generale vuole introdurre il voto multiplo, ossia consegnare più schede elettorali a chi ha più figli. Dunque agli islamici, pure loro di «vera destra» ma col burqa, mica in vestaglia.