Sul caso di Paolo De Rosa nel Partito Democratico è calata una coltre di silenzio. Telefoni che squillano a vuoto, messaggi non risposti, no comment. L’imbarazzo al Nazareno è evidente per un personaggio a cui sono stati affidati incarichi di rilievo ma di cui sono emersi negli ultimi giorni i legami con mondi eversivi e antagonisti e addirittura per anni il ruolo di regista nel progetto di Autistici/anonimi.
Eppure appena tre anni fa Elly Schlein presentava in pompa magna il nuovo «Gruppo di lavoro sulle politiche digitali e innovazione del Partito Democratico» nato «dall’esigenza di avviare una serie di iniziative politiche sul modello di digitalizzazione di cui necessita il Paese, dove le nuove tecnologie siano messe al servizio dell’interesse pubblico per garantire i diritti di cittadini e lavoratori, creare e ridistribuire il valore e proteggere l’ambiente». Tra i suoi membri figurava proprio De Rosa che è intervenuto nella conferenza stampa al suo fianco.
Il silenzio del Partito Democratico colpisce anche perché, non appena era uscita la notizia dell’inserimento di Autistici/inventati tra le organizzazioni terroristiche da parte del Dipartimento di Stato americano, Il parlamentare Andrea Casu aveva espresso parole di condanna per la decisione.
Eppure provare a raccontare questa storia come un tentativo di reprimere il dissenso da parte del governo americano non regge, perché siamo di fronte a realtà e gruppi legati ad Autistici/inventati con gravi precedenti penali in Italia.
L’unica realtà a intervenire pubblicamente in difesa di De Rosa è stato il Forum Disuguaglianze Diversità che ha pubblicato un comunicato intitolato «Con Paolo De Rosa, per una politica pubblica che garantisca i nostri diritti digitali» che conferma il suo coinvolgimento nel progetto di Autistici/inventati.
Come spiegano Carlo Fidanza, Capodelegazione di FdI al Parlamento Europeo e la parlamentare di FdI Augusta Montaruli: «Il comunicato del Forum Disuguaglianze Diversità conferma ulteriormente il ruolo chiave di Paolo De Rosa. Per questo chiediamo massima chiarezza. Come può essere compatibile con la sicurezza digitale dei cittadini, prima a livello nazionale e ora europeo, chi è legato a triplo filo con un collettivo di hacker come in questo caso? - Si domandano -. Il Pd ritiene normale che un soggetto con tali opacità rimanga membro di un suo gruppo di lavoro nazionale, presentato in pompa magna alla presenza di Elly Schlein? De Rosa chiarisca il suo ruolo in questa vicenda e il Pd, invece di lanciarsi in improbabili difese d’ufficio preventive, chiarisca se era a conoscenza di questi oscuri legami».
