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La “Gen maranza” blocca le strade. La Salis (scortata) insulta il Giornale

I due cortei costringono a chiudere la tangenziale est di Milano. L’eurodeputata Avs apostrofa la nostra cronista

Demonstrators light a yellow smoke flare and display a banner reading "Gen Maranza," referring to an Italian urban youth subculture associated with working-class neighborhoods and immigrant communities, from an overhead road sign during a nationwide general strike called by grassroots unions to protest rising living costs, low wages and military spending in Milan, Italy, Friday, Oct. 30, 2026. (AP Photo/Antonio Calanni)

Erano attesi in 10mila. Trentamila per le stime più prudenti, 70mila per altre.Gli organizzatori, a metà mattina, dal megafono dicevano 50mila e a fine giornata 100mila: in piazza i numeri salgono come la febbre. Comunque la si conti, ieri Milano ha avuto il suo sciopero generale Usb. I temi erano il carovita, i salari, l’economia di guerra e il riarmo. Il bersaglio era uno solo, dichiarato con 24 ore d’anticipo: «Bloccare la città fino alle tangenziali». Promessa mantenuta.La vigilia era stata da allarme rosso.Dopo i due sabati di scontri c’erano stati il Comitato per l’ordine e la sicurezza in prefettura e un dispositivo che il Viminale definiva «articolato», con l’obiettivo di isolare le frange violente prima che si prendessero il proscenio. Il percorso ufficiale doveva chiudersi a Crescenzago, ma nessuno, in questura, ci ha mai creduto davvero.Le partenze sono state due. Gli studenti alle 9.30 da piazza Leonardo da Vinci, davanti al Politecnico; l’Usb alle 10 da piazza Duca d’Aosta, davanti alla stazione Centrale. Poi via Vitruvio e corso Buenos Aires. Si ricongiungono a piazzale Loreto, risalgono via Andrea Costa e via Palmanova sotto i binari sopraelevati della linea verde del metrò. I cori sono quelli di repertorio: «Siamo tutti antifascisti», «siamo tutti palestinesi», Meloni e Salvini in tutte le declinazioni. Poi una variante d’autore: «Occupare non è reato, andiamo in tangenziale». Lungo la strada i manifesti elettorali della Lega vengono strappati. Al megafono arriva l’annuncio che «la benzina la paga Salvini», che come piattaforma economica ha il pregio della sintesi.L’ingresso sulla Est è a Cascina Gobba. La carreggiata era già chiusa al traffico tra Cologno e Forlanini, perché da noi il blocco stradale si concorda con la prefettura come un permesso per il dehors. Sul cavalcavia uno striscione: «Gen maranza».Sull’asfalto, casse, balli, fumogeni colorati.Un trapper approfitta della corsia vuota per girarsi il videoclip, che è il modo più contemporaneo di aderire a uno sciopero.Si cammina per oltre due chilometri. L’occupazione dura un’ora e mezza, oppure tre ore, a seconda di chi tiene il cronometro. Il Reparto Mobile sta ai lati e guarda. Nessuno prova a forzare.Anche il precedente era servito di lezione. Un anno fa, sullo stesso asfalto, il patto di rientrare dalla rampa era saltato e la tangenziale era rimasta in ostaggio per ore fino a Cascina Gobba. Stavolta l’uscita è a Lambrate e il rientro in città è ordinato, solo qualche coro contro gli agenti. La chiusura della manifestazione è di nuovo in piazza Leonardo da Vinci. Il bilancio: zero feriti, qualche battibecco finale, scritte contro il governo sui muri e la Lega indignata a stretto giro di comunicato.In città, intanto, 25 linee di superficie deviate e il metrò aperto. I negozianti lungo il percorso hanno abbassato le serrande senza aspettare istruzioni: due sabati di vetrine sfondate insegnano più di qualunque ordinanza.In tangenziale, una volta bloccata, c’era anche Ilaria Salis, eurodeputata Avs, in piazza «nonostante il terrorismo mediatico». Avvicinata dalla cronista, ha chiesto: «E questa chi è?». Poi ha concesso: «Rispetto solo perché è un’incredibile boomer». Il suo servizio d’ordine, registrato, ha aggiunto, sempre riferito alla sottoscritta: «Non ha neanche il senso dell’imbarazzo».Mentre al resto d’Italia è andata peggio Milano, per una volta, si è limitata a fermarsi. Nel tardo pomeriggio la Est è stata riaperta. Ma stasera è Halloween, i divieti su travisamenti e oggetti pericolosi sono stati estesi alle zone della movida. E in prefettura si guarda già a sabato prossimo.

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