Si sono alternati alla Festa di Open, intervistati entrambi da Enrico Mentana, ma entrambi si sono serviti dell’ars della melina. Elly Schlein e Mario Calabresi hanno parlato in momenti diversi, la segretaria del Pd poco prima delle sei di sera, l’ex direttore di Repubblica dopo le sette e trenta, ma non hanno lasciato il segno. Tutto rimandato alla prossima intervista o alla prossima iniziativa.
Enrico Mentana ha provato in tutti i modi a far dire alla numero uno del Nazareno qualcosa su primarie, leadership e programma ma Schlein ha risposto con il solito copione: “Prima il programma, lo chiede la nostra gente. Dobbiamo capire di quale progetto vogliamo essere coprotagonisti. Poi o facciamo che guida chi ha più consenso, oppure faremo le primarie, ma prima il programma comune. Su questo sono fiduciosa, perché in questi anni di lavoro testardamente unitario abbiamo condiviso tante proposte insieme”. E la leadership come si sceglie? Schlein sorride e replica: “O il candidato premier lo esprime il primo partito della coalizione oppure si sceglie con le primarie e io ho già dato disponibilità”. Poiché dopo salirà sullo stesso palco Mario Calabresi, che nei giorni scorsi ha messo sul tavolo la sua candidatura per la corsa a sindaco di Milano, Mentana domanda se sosterrà il giornalista. Anche in questo la postura della segretaria del Pd non è mutata: “Prima il programma anche qui, come a livello nazionale”.
Un’ora dopo è il turno di Calabresi, sempre incalzato da Mentana. Anche il giornalista non si sbilancia, segno che le trattative sono ancora in corso e che soprattutto nulla è ancora deciso sulla partita milanese. L’ex direttore di Repubblica e Stampa indossa la casacca della prudenza e si serve anche lui dell’ars della melina: “Ora è venuto un momento in cui ho iniziato a dire che posso provare a mettermi in gioco e Milano sento che mi chiama in modo forte. Ora le elezioni sono lontane, mancano mesi, abbiamo bisogno di un percorso ordinato e pulito e quando si chiarirà ognuno dirà in che modo”. Insomma, forse Schlein non sarà d’accordo sulla candidatura di Calabresi. Ma su una cosa la pensano allo stesso modo: la strategia della melina.
