Da delucologo di lungo corso e appassionato impenitente della comunicazione di Vincenzo De Luca provo a dare qualche consiglio gratuito e non richiesto ad Angelo Bonelli, il co-portavoce nazionale di Europa Verde e insieme a Nicola Fratoianni, leader nazionale di AVS, finito nel mirino del sindaco di Salerno che l’altro giorno gli ha scaricato addosso un paio di cartucce, caricate al solito con pallettoni al sarcasmo. Ovviamente, Bonelli è libero di seguire questi miei suggerimenti e di far come meglio crede, ci mancherebbe, solo che avendo nel tempo osservato, studiato e sezionato l’euristica deluchiana, applicato con rigore e metodo staliniano ai suoi numerosi sparring partner, da Luigi Di Maio a Luigi De Magistris, da Roberto Fico a Giorgia Meloni, da Stefano Caldoro a Elly Schlein, da Matteo Salvini a Francesco Lollobrigida, posso dire che non serve porgere l’altra guancia allo Sceriffo. In verità, non aiuta neppure provare a snobbarlo, tanto meno a pensare di derubricare l’offesa elevando la discussione o, altro errore marchiano, di non rispondere affatto per non legittimarlo come avversario. Il consiglio è adottare con De Luca il metodo meloniano, ovvero, replicare con altrettanta forza e sfacciataggine come fece per l’appunto Giorgia Meloni quando se lo ritrovò di fronte in occasione di una visita istituzionale a Caivano. Era il 28 maggio del 2024 e la presidente del Consiglio nel salutare le autorità presenti si avvicinò a De Luca dicendogli: «Presidente De Luca, quella stronza della Meloni. Come sta?». Lo Sceriffo di Via Irno rimase per pochi secondi totalmente spiazzato e a malapena riuscì a replicare “bene, grazie!”. In quell’occasione Meloni si prese la sua rivincita utilizzando il canovaccio di De Luca che qualche mese prima, a febbraio, aveva definito la premier “quella stronza della Meloni” a margine di una protesta a Roma.
Quindi, se De Luca dice che Bonelli è il “salice piangente della politica italiana”, quest’ultimo dovrebbe sfidarlo dicendogli che lui invece è il crisantemo della politica italiana. Quando invece lo Sceriffo descrive Bonelli come un “portaseccia”, un “portasfiga” e uno “scampaforca”, il deputato di Alleanza Verdi Sinistra, potrebbe tranquillamente dire che Vicienz’ è un frustato, un miserabile – termine assai caro proprio al sindaco – o, esagerando, un illuso. A De Luca bisogna rispondere per le rime, pan per focaccia, occhio per occhio e dente per dente, perché è l’unica legge che conosce e rispetta.
