Via libera dell’Aula del Senato all’emendamento alla legge elettorale che modifica le regole per il calcolo del premio di maggioranza e per la presentazione delle nuove formazioni politiche. Il testo, a prima firma della senatrice di Fratelli d’Italia Antonella Zedda e successivamente riformulato, è stato approvato con 87 voti favorevoli.
Altre importanti novità che si aggiungono al ritorno delle preferenze. “Gli italiani avranno la possibilità di scegliere la coalizione, il premier, il programma, il parlamentare. Io sono fiera che questo l’abbia fatto il centrodestra”, la soddisfazione di Giorgia Meloni. Da Vercelli, a margine dell’inaugurazione della seconda edizione di Risò, il Festival internazionale del riso, il premier ha evidenziato: “Il tema è chi ha consentito che ci fosse la scelta del parlamentare e le preferenze nella legge elettorale e chi invece non l’ha fatto. Lo ha fatto il centrodestra e io sono contenta di questo”.
Tornando all’emendamento, la modifica elimina qualsiasi soglia minima perché i voti ottenuti da una lista possano concorrere al computo complessivo utilizzato per il calcolo del premio di maggioranza. Una novità che interviene direttamente sul meccanismo previsto dalla legge elettorale e che è stata approvata nel corso dell’esame parlamentare del provvedimento.
L’emendamento cambia anche le regole sulla raccolta delle firme per le formazioni politiche che non sono già presenti in Parlamento. Il numero minimo passa dalle attuali 1.500 a 6 mila firme, con la possibilità di arrivare fino a un massimo di 7 mila.
Restano però alcune esenzioni. Non dovranno raccogliere le firme i partiti che dispongono di almeno due gruppi parlamentari. Lo stesso vale per le formazioni che possono contare su almeno un gruppo costituito entro il 31 dicembre 2025, una previsione che riguarda, tra gli altri, Italia Viva e Azione. Per i partiti che invece dispongono di una componente in almeno uno dei due rami del Parlamento, come +Europa o FnV, resta invariata la soglia attuale: tra 1.500 e 2 mila firme.
L’intervento approvato dal Senato modifica infine anche il requisito territoriale per la presentazione delle liste. Il numero delle circoscrizioni nelle quali una formazione deve essere presente sale infatti da un terzo alla metà del totale.
Con il voto dell’Aula, dunque, entra nel testo una revisione significativa delle condizioni di accesso alle elezioni per le nuove liste e dei criteri con cui vengono conteggiati i voti ai fini del premio di maggioranza.
