Cu joca sulu non perdi mai, chi gioca solo non perde mai. Reggio Calabria è il crocevia del Mediterraneo e della politica italiana, granaio dei voti di Forza Italia al Sud ma non solo. Se domenica e lunedì finisse a sinistra il seggio lasciato dall’azzurro Francesco Cannizzaro (per diventare a furor di popolo sindaco) per la maggioranza si aprirebbe una riflessione dilaniante. Peggio ancora se andasse a Roberto Vannacci, che qui si gioca davvero il suo Futuro nazionale visti i sondaggi in calo. «Se qualcuno pensa di usarci per sfasciare Forza Italia o il governo non ha capito niente. Reggio non dimentica», ci dice al telefono un dirigente del centrodestra impegnato nel comizio finale di Piazza Duomo del candidato «forestiero» Fabio Roscioli, l’uomo che in Forza Italia controfirmerà le candidature alle prossime Politiche. Chi voterà vedrà: l’unica incognita su un verdetto che appare favorevole a Giorgia Meloni è l’affluenza, l’ex capogruppo azzurro in Regione Calabria Domenico Giannetta oggi in Fn si sentiva il candidato «naturale» per quel seggio ma sarà già una vittoria arrivare in doppia cifra, ad oggi è dato sotto. Basteranno i voti dei «traditori» a far perdere Roscioli? Probabilmente no. Nel centrosinistra il cardiologo Frank Benedetto - riportato alla politica militante dopo un pugno di anni in corsia da medico e dirigente ospedaliero - è dato perdente in partenza. «Meglio faccia il cardiologo», maligna qualcuno dei suoi. Non poteva mancare Francesco Toscano, guastafeste da zero virgola per Democrazia Sovrana e Popolare.
«Basta con la politica rancida e stantia che vuole un romano a rappresentare i reggini», tuona Vannacci dai social. «Ma lui fa il suo lavoro: aggredire uno spazio politico che c’è in tutta Europa», replica il governatore calabrese Roberto Occhiuto, che con Cannizzaro condivide il percorso di rinnovamento dentro Forza Italia. È al centro che si gioca la partita del 2027: «Il centrodestra è più competitivo se rafforza la parte riformista e liberale che oggi trova cittadinanza altrove». Il reggino disilluso per definizione ne ha viste e sentite troppe. L’altra sera Vannacci ha insultato Cannizzaro chiamandolo «plantigrado» e ironizzando sulla sua intelligenza per il calembour Vannacci da Viareggio «via da Reggio» ha evocato Ponzio Pilato: «Voi cornuti e mazziati, chi scegliete tra Reggio Calabria e Barabba (alias Roscioli)?», quando blaterava di Ucraina la piazza rumoreggiava pensando alle sue periferie, abbandonate da 12 anni di malgoverno rosso. Luoghi simbolo che Cannizzaro, rimboccandosi le maniche sin dal primo giorno, si è messo in testa di rivoluzionare, aiutato da una campagna social efficace e dalle promesse realizzate, da Vinitaly e il torneo Atp che torna sullo Stretto fino all’aeroporto, finalmente moderno grazie ai finanziamenti Ue. Tutte munizioni elettorali per Roscioli, sulla cui vittoria puntano anche i ribelli che contestano Antonio Tajani: saranno pochi a riversare i propri voti su Giannetta o Benedetto per fare un dispetto a Giorgia Meloni. D’altronde, Reggio è piazza «nera», negli anni Settanta la destra ha guidato una rivolta spontanea e popolare per il capoluogo di Regione strappato per un cavillo, soffocata nel sangue dalla Dc con la complicità del Pci e ostacolata dalla ‘ndrangheta che se ne è impossessata per farla fallire. L’ex fratello di An Gianni Alemanno, oggi in orbita Vannacci, si trova contro l’altro fratello ex An Maurizio Gasparri, un po’ scettico su Roscioli. Ma i «destri» che hanno fatto il gioco del nemico non godono di buona fama, lo sa bene l’ex governatore e sindaco di An Peppe Scopelliti, primo azionista di Cannizzaro con Reggio Futura: «Quello a Roscioli è un voto utile per non condannare il Paese alla sinistra vuota e inconcludente».
