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L’ex ministro Pd Fioroni: “Stranieri, saggio il tetto”

Lo stesso Fioroni, ancora, ha ammesso di aver lavorato a una misura simile ai tempi del secondo governo guidato da Romano Prodi

I cattolici dell'ex ministro Beppe Fioroni sostengono Letizia Moratti

Il tetto agli stranieri nelle classi è una «norma di civiltà» e di «saggezza». A dirlo non è un pericoloso vetero-conservatore ma l’ex ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni (nella foto). Il centrista democratico, in un’intervista al Foglio, ha sottolineato come il problema sia legato soprattutto all’applicazione: «Nel Paese dei cento campanili realizzarlo è complesso. Bisogna lasciare libertà di scegliere dove iscrivere i propri figli», premette Fioroni. Poi la bontà del principio, che per l’ex capo di dicastero non è in discussione: «Mi auguro che il governo riesca. È una norma di saggezza, un requisito senza bandiera».

Lo stesso Fioroni, ancora, ha ammesso di aver lavorato a una misura simile ai tempi del secondo governo guidato da Romano Prodi. L’esponente centrista non è proprio un estraneo per il Partito democratico, che oggi si strappa le vesti per contestare il decreto approvato ieri in Consiglio dei ministri: Fioroni è stato un parlamentare dem per due legislature.

Tutti i ministri - dice - ci hanno «provato». Perché? «Per impedire l’apartheid, la segregazione che è il contrario dell’apertura scolastica». Ecco perché Fioroni invita a «togliere le bandierine» dal provvedimento. In effetti, la sinistra non può dirsi estranea a questo genere di normativa. Come ricordato anche dalla vicepresidente del Senato Licia Ronzulli, il tetto agli studenti stranieri era stato previsto anche nel 1999, dal governo D’Alema. Il testo di quel provvedimento recitava così: «La ripartizione è effettuata evitando comunque la costituzione di classi in cui risulti predominante la presenza di alunni stranieri». Tutti, insomma, come rimarcato da Fioroni, ci hanno provato.

La differenza risiede nell’applicazione effettiva. Il governo Meloni ha intenzione, a differenza di molti suoi predecessori, di realizzare sul piano concreto disegni rimasti per tanto tempo solo su carta.

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