Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:41
Interni

L’ex amico Bellavia: “Sigfrido ormai è andato fuori di testa”

Lo storico consulente di Ranucci: “Rovinato dai follower, ora parla del ‘suo popolo’”

Report e i dossier, Bellavia: "Carte riservate inserite da ignoti"

Grande, grosso, clamoroso pantalone a zampa d’elefante. Gian Gaetano Bellavia torna ieri nel Palazzo di giustizia milanese di cui per decenni ha calcato le scene in altra veste: consulente di pubblici ministeri in indagini eccellenti. Per conto della giustizia accumulava nel suo archivio tonnellate di documenti scottanti, che ora è accusato di avere trattenuto illegalmente. Lui accusa la sua ex collaboratrice Valentina Varisco di averli trafugati al momento delle dimissioni. E sullo sfondo si staglia la figura di Sigfrido Ranucci e della sua ex trasmissione, Report: perché Bellavia è stato per anni un volto delle inchieste di Ranucci. E quando è saltata fuori la storia del suo archivio, molte vittime di Ranucci hanno notato che il loro nome figurava anche nel «papello» con l’elenco dei dossierati da Bellavia. Sospetto conseguente: non è che Bellavia girasse a Report materiale che gli veniva dalle Procure? «Assolutamente no», dice ieri Bellavia ai cronisti. «Era Ranucci a dare carte a me, non io a lui». Perché? «Per farmele analizzare. Tutto qui». Tra lei e Ranucci però ultimamente il clima non sembra sereno.

«Ranucci è fuori di testa». Addirittura. E cos’è stato a farlo uscire di testa? Passioni femminili, come dice qualcuno? «Quelle le ha sempre avute. No, a fargli perdere i contatti con la realtà sono stati i follower». Prego? «Guardate i numeri. Un milione per Report. Duecentomila solo per lui. È questo seguito che lo ha fatto uscire dal suo ruolo. Lo chiama “il mio popolo”.

Questo spiega molto».

A gennaio di quest’anno le rivelazioni di stampa sull’archivio parallelo del commercialista milanese investirono in pieno Report, anticipando di qualche mese la tempesta che ora ha portato all’esonero di Ranucci dalla sua trasmissione. Sul futuro del suo ex amico, Bellavia non sembra avere dubbi: finirà in politica. Lui dice che pensa di dare più fastidio come conduttore... «Ma deve trovare qualcosa da condurre». Dentro, in aula, si consuma la nuova puntata dello scontro tra Bellavia e la sua ex dipendente Varisco, accusata di appropriazione indebita. Bellavia vuole novantamila euro di risarcimento, la Varisco ne offre tremila, per il pm Paola Biondolillo basterebbero perché tutto il caos uscito dalla faccenda è colpa di Bellavia: «se si lamenta danno reputazionale la parte offesa (ovvero Bellavia, ndr) dovrebbe rimproverare se stessa e la condotta che ha tenuto, l’enorme eco mediatico è stato continuamente alimentato da interviste e comunicati stampa della persona offesa».

Bellavia non apprezza. E apprezza ancora meno che la Procura non stia dando la caccia all’hard disk con tutti i materiali scottanti che la Varisco si sarebbe portata.

Dalla Procura che lo ha usato per anni, ora Bellavia si sente abbandonato e maltrattato. Il perché «lo capiremo dopo», dice con la faccia di chi invece lo ha già capito. «E forse capiremo anche perché, come ho letto sul Giornale, Ranucci è stato ricevuto da lprocuratore aggiunto che indaga su questa storia». Intanto l’avvocato della Varisco chiede che il processo finisca in quasi niente, con un affidamento in prova della donna ai servizi sociali. Bellavia si oppone. La Procura e il giudice invece dicono di sì.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.