Pierfrancesco Majorino butta il cuore oltre l’ostacolo (quasi). In questi mesi ha lanciato il tour «100 incontri per Milano» ma non si poteva dire che era pronto a correre alle primarie del centrosinistra. Prima di lui sono scesi in campo la vicesindaco Anna Scavuzzo, l’assessore Emmanuel Conte e il dem Lorenzo Pacini, gli attivisti Tommaso Goisis e Carlotta Cossutta. Lui le paroline «ci sono, mi candido» non le ha pronunciate neanche ieri ma lo farà in pompa magna il 22 ottobre alle ore 21 al Teatro della Quattordicesima di via Oglio. Ieri sui social ha lanciato l’evento: «Parliamo di Milano. Di una nuova pagina da scrivere. É una città dei paradossi, che attrae e respinge, innanzitutto per il costo della vita. Ha un gigantesco bisogno di cura. Ma anche tanta energia positiva e voglia di cambiamento». E quindi «partiamo dalle idee, dalle proposte, dai progetti, e facciamolo insieme». Milano dice «sono i suoi quartieri che cambiano, ma devono cambiare anche le politiche per far sì che siano le persone, non i fondi immobiliari, a farla da padrone». Una stoccata a Sala e a favore dei 5 Stelle. Parla dei lavoratori,del dormitorio Enzo Jannacci, della Beic che «finalmente va avanti» ma anche della Sormani «che non deve chiudere». Milano «sono le sue piscine che vanno riaperte. Lo sport e la socialità devono essere per tutti». Altra stoccata alla giunta che ha chiuso per anni la Argelati e Scarioni o ssegnato ai privati il Lido. E ancora: «C’è troppo cemento. Serve il più grande piano di piantumazioni di alberi d’Europa». Citofonare all’assessore al Verde (e dei Verdi) Elena Grandi e a Beppe Sala sui nuove piazze che sono colate di asfalto. Anche su questo i grillini si sono già espressi. Se anche Majorino scende in campo sarà dura per la segretaria Pd Elly Schlein evitare le primarie, anche se Sala continua a ribadire che la prima scelta della coalizione è «trovare un nome unitario». Arduo pure convincere i tre dem - Majorino, Scavuzzo e Pacini - a fare sintesi su un nome. Majorino ci provò già nel 2016, primarie contro Sala e la Pd Francesca Balzani, ma arrivò terzo.
La vicesegretaria Silvia Sardone, proposta dalla Lega come sindaco del centrodestra, ironizza: «Majorino, forse infastidito dalla discesa in campo di Calabresi, lancia un video-manifesto tragicomico per la candidatura a sindaco della sinistra radicale. Rinnega 10 anni di giunte Sala» e fanno di governo Pd con il mandato di Pisapia «lui stesso ne ha fatto parte distinguendosi per le marce pro clandestini e la contrarietà ai blitz delle forze dell’ordine in Centrale. Ora le ricette ci portano a pensare che abbia vissuto su Marte e non si sia accorto che alla guida della città ci fosse il Pd».
E ieri a «Dritto e Rovescio» su Rete4 il primo match tv tra Majorino e il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago, candidato da Forza Italia come sindaco del centrodestra. Il tema: il ddl presentato da FdI sullo stop ai sussidi alle famiglie dei «maranza», dopo il caso del sindaco di Legnago che aveva annunciato la revoca di contributi comunali alle famiglie di due ragazzi violenti. Come intervenire sul tema baby gang? «Si deve dare un messaggio molto netto, le scene che abbiamo visto da Modena sono atti delinquenziali inaccettabili. Per contrastare questi fenomeni vanno usate due strade, presenza delle forze dell’ordine e prevenzione. Spesso la politica di è divisa stupidamente tra chi voleva le forze dell’ordine e chi gli educatori. Invece c’è bisogno di divise e di un gigantesco investimento in scuole, educazione. É un tema che non ci può dividere». Un Majorino securitario, primo effetto della campagna elettorale. Perego è d’accordo sul «doppio binario, ad esempio col decreto Caivano siamo intervenuti molto sulla responsabilizzazione delle famiglie. Ma poi fermezza e una presenza muscolare delle forze dell’ordine che una parte politica, mi permetto di ricordare a Majorino, ha sempre un po’ rinnegato. A Milano il sindaco ha sempre detto che non ci sono problemi di sicurezza.
Quando il problema lo sottovaluti per troppo tempo poi forse ti rendi conto che era meglio anticipare i problemi». E sposa il taglio dei sussidi «se le famiglie non fanno il loro lavoro». Ricorda anche l’assunzione di 45mila agenti». Majorino si irrita per il riferimento alla sinistra che rinnega le divise, «è sbagliato e tra l’altro a Milano stiamo aspettando i 500 agenti promessi». Il sottosegretario ribatte. Majorino prosegue sostenendo «bisogna fare interventi mirati, girano troppi coltelli». E Perego anche qui gli fa presente che «forse ti sei perso un passaggio».
