Ottant’anni dopo l’Accordo di Parigi, il Trentino-Alto Adige celebra una delle tappe decisive della propria storia istituzionale. E nel giorno dell’anniversario Giorgia Meloni ha rivendicato il percorso compiuto dall’Italia, indicando nell’autonomia della Regione un modello di convivenza riconosciuto anche oltre i confini nazionali.
“Ottant’anni fa Alcide De Gasperi e Karl Gruber firmavano un accordo che ha aperto una nuova stagione per un territorio fondamentale della nostra Nazione, cerniera tra Italia ed Europa, e per tre comunità linguistiche chiamate a costruire insieme il proprio futuro”, le parole del presidente del Consiglio in un intervento pubblicato sui quotidiani Alto Adige e Dolomiten.
Il riferimento è all’accordo sottoscritto il 5 settembre 1946 e alla base del successivo sviluppo dell’autonomia speciale. Per la Meloni quell’intesa “non fu un punto di arrivo, ma l’inizio di un cammino che l’Italia ha portato avanti con pazienza e determinazione, fino a fare dell’autonomia del Trentino-Alto Adige un modello riconosciuto in Europa”.
Le celebrazioni dell’ottantesimo anniversario si terranno oggi tra Merano e Trento. Al Kursaal di Merano sono attesi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente austriaco Alexander Van der Bellen. Nel pomeriggio il capo dello Stato raggiungerà invece Trento, dove al Teatro Sociale è in programma la cerimonia “1946-2026: 80 anni di una Repubblica e di un’Autonomia speciale”.
Proprio da Merano Mattarella ha sottolineato il valore storico dell’intesa. “L’intesa di Parigi fu il risultato della lungimirante volontà di due statisti che seppero individuare una soluzione innovativa e coraggiosa alla questione dell’Alto Adige/Südtirol”, ha affermato il presidente della Repubblica. Un passaggio che, secondo il capo dello Stato, contribuì ad affermare un principio poi ribadito nella Costituzione italiana: “Non si è ‘allogeni’, stranieri, a casa propria”. Mattarella ha quindi legato il percorso dell’autonomia alla storia repubblicana: “Repubblica e autonomie hanno accompagnato lo sviluppo della democrazia italiana in questi decenni”.
Nel suo intervento la Meloni ha posto l’accento anche sul più recente passaggio istituzionale legato allo Statuto speciale. “Il Governo italiano ha scelto di onorare questa eredità non solo con le parole, ma con i fatti”, sottolinea il premier, ricordando la riforma proposta dall’esecutivo e approvata dal Parlamento a larghissima maggioranza, con l’obiettivo di mettere “in sicurezza le competenze delle Province autonome di Trento e Bolzano”. Un percorso, ha aggiunto la Meloni, portato avanti “in un quadro di piena unità nazionale”, perché “autonomia e coesione della Repubblica non sono mai state, e non devono mai essere, in contraddizione”.
Il presidente del Consiglio s’è poi soffermato sul rapporto con Vienna. Secondo la Meloni, l’Italia ha trasformato gli impegni assunti nel 1946 “in una tutela piena, effettiva e costituzionalmente garantita delle proprie comunità linguistiche”. Su queste basi, ha proseguito, è cresciuta anche l’amicizia con l’Austria, oggi tradotta in una collaborazione che passa dalle grandi infrastrutture, come la Galleria di Base del Brennero, fino al comune impegno europeo.
Un tema ripreso anche da Mattarella, che ha indicato nella cooperazione tra territori di confine “un ulteriore elemento cardine tra i nostri due Paesi e un contributo rilevante al rafforzamento dell’Unione”. Il presidente della Repubblica ha quindi richiamato la collaborazione nell’ambito dell’Euroregione Tirolo-Alto Adige/Südtirol-Trentino, guardando con fiducia al rafforzamento dei rapporti tra i territori frontalieri.
La presenza di Mattarella e Van der Bellen a Merano, ha concluso il premier, rappresenta “la continuità delle istituzioni nel ricordare un impegno internazionale che l’Italia ha onorato e il cui spirito continuerà a onorare”. Un anniversario rivolto alle tre comunità linguistiche del territorio — italiana, tedesca e ladina — e che, nelle parole di Meloni, “appartiene a tutti loro”.
