Nel Paese dei santi subito Andreotti resta Belzebù

È l'unico personaggio opdiato appena morto. Quando chiese aiuto a un nemico vero come me per difendersi dai teoremi delle procure

Un primo piano di Giulio Andreotti

Giulio Andreotti è l'unico defunto celebre che non sia stato fatto santo subito. Anzi, coloro i quali ne hanno scritto - articoli fiume - si sono limitati a ricordare prevalentemente i suoi peccati, inventandone parecchi, tranne quelli della carne perché egli, oltre che spiritoso, era puro spirito e non aveva mai alimentato il gossip, ma soltanto maldicenze politiche. Le lingue biforcute, in mancanza di spunti, hanno abbondato in sputi, profanando la salma.
Devo ammettere, a denti stretti, che anche a me Andreotti non piaceva. Ai miei occhi egli rappresentava il peggio della peggior Democrazia cristiana, l'emblema del doppiogiochismo, dell'ambiguità: ciò che ha creato per decenni i presupposti dello sfacelo di cui ora soffriamo le conseguenze. Probabilmente, il mio non era un sereno giudizio, ma un rancoroso pregiudizio. Sta di fatto che in lui vedevo il campione della politica all'acqua santa, più sensibile alle ragioni dello Stato vaticano che non a quelle della nostra vituperata Repubblica, mai diventata laica e pertanto rimasta indietro rispetto ad altri Paesi europei, specialmente in materia di diritti civili.
Come persona, mi era invece simpatico. Educato, incapace di alzare la voce, mai infastidito dalle altrui opinioni, era il prototipo del gentiluomo romano, l'esatto contrario del caciarone cui la commedia all'italiana deve il proprio successo. I miei sentimenti sul suo conto gli erano ben noti. Nonostante li esternassi per iscritto e in televisione, lo lasciavano però indifferente. D'altronde, era refrattario a tutto, figuriamoci alle passioni di un giornalista.
Il giorno della mia nomina, nel 1989, a direttore dell'Europeo, del quale era collaboratore fisso, titolare di una rubrica intitolata Visti da vicino, Andreotti mi telefonò per darmi il benvenuto, rendendo meno amaro il mio impatto con la redazione che mi aveva accolto proclamando, così, tanto per gradire, uno sciopero durato un paio di mesi. Per due anni e passa i rapporti professionali tra me e l'allora presidente del Consiglio furono cordiali, guastati da un solo incidente, la vicenda Gladio, sulla quale pubblicammo un'inchiesta controversa, per lui indigeribile: lo imbarazzava il fatto che la rivista su cui firmava interventi settimanali lo tirasse in ballo quale coprotagonista di uno scandalo. Come dargli torto?
Il premier mi invitò a Roma per trattare della questione. Lo raggiunsi a Palazzo Chigi. Attesi in anticamera qualche minuto, praticamente un'eternità per chi, come me, si aspettava d'essere investito da un uragano. Quando la porta si spalancò, mi alzai di scatto dalla poltrona, neanche avessi avuto una molla sotto il sedere. In quell'istante mi stupii di non essere stato colpito da infarto e mi feci coraggio. Mi avvicinai sollecitato da lui: «Si accomodi, direttore». Il tono della voce era cortese.
Conversammo una decina di minuti, forse meno. Si informò circa l'andamento del giornale. Io intanto fremevo. Pensavo: adesso, superati i preliminari, me ne dirà quattro. Macché, nemmeno una parola, come se la cosa non lo riguardasse più. Mi parve di cogliere sulle sue labbra affilate e marmoree un vago sorriso, o forse era solo una smorfia. Mi salutò porgendomi la mano, subito ritraendola. Me ne andai sbigottito. Non capivo perché mi avesse costretto a scendere a Roma da Milano per poi non lamentarsi di nulla. Evidentemente si era accontentato della premura con cui mi ero precipitato nel suo ufficio, distante 550 chilometri dal mio, per balbettare una mezza frase di scuse pasticciate. Incidente chiuso.
Trascorsero alcuni anni, durante i quali continuai a criticare la Dc, l'andreottismo, il Caf e l'ambaradan politico dell'epoca in procinto di implodere sotto le bordate di Mani pulite. Ed ecco la bomba: Belzebù indagato per mafia e mille altri reati degni di Al Capone. Sembrava il canovaccio di un brutto romanzo, la sceneggiatura di un telefilm di quart'ordine. Incredibile, paradossale. Un uomo che era stato sette volte premier e 23 volte ministro, il personaggio più potente d'Italia che si impasta con la feccia mafiosa e bacia Totò Riina, allo scopo di impadronirsi di un poterino ributtante quale è quello della Piovra? Non poteva che trattarsi del prodotto di una fantasia mediocre.
Scrissi un paio di commenti freddi, poi non me ne occupai più. Nel 1994 incontrai Paolo Cirino Pomicino. Mi propose una cena riservata nella sua villa sull'Appia antica con lui e Andreotti, il quale aveva bisogno di parlarmi. Accettai. Concordammo tempi e modi e, una settimana dopo, mi ritrovai seduto a tavola con i due leader democristiani.
Nella circostanza non ero affatto intimorito, semmai pieno di curiosità. La chiacchierata entrò subito nel cuore del problema: manco a dirlo, quello giudiziario che angustiava il senatore a vita (nominato tale da Francesco Cossiga, consapevole dei guai del collega). Andreotti raccontò per filo e per segno l'ingarbugliata vicenda. Calmo, lucido, sintetico, egli mi persuase dell'opportunità di intraprendere una campagna di stampa, lunga e sistematica, che colmasse un vuoto. Quale? L'apparato informativo nazionale (cartaceo e televisivo) enfatizzava i rintocchi petulanti della campana accusatoria e ignorava perfino i trilli del campanello difensivo. Uno sbilanciamento intollerabile.
Raccolsi la perorazione e avviai sul Giornale (poi anche su Libero) la pubblicazione di una serie martellante di articoli che mettevano in luce gli argomenti a sostegno dell'innocenza di Andreotti. Della quale non dubitavo. Con tutti i giornalisti beneficati dalla Dc, quindi in debito di gratitudine nei confronti dei dirigenti scudocrociati, allora non capivo perché avesse scelto proprio me per quella sacrosanta operazione: riequilibrare le forze in campo giudiziario, sbilanciate a favore della Procura. Un'idea col tempo me la sono fatta: Andreotti non si fidava di nessuno, ma all'occorrenza preferiva rivolgersi a un nemico vero piuttosto che a un amico falso. Oggi si scopre perché.

segue a pagina 11

Della Frattina e Scafi a pagina 10

di Vittorio Feltri

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Commenti

Leonard83

Mer, 08/05/2013 - 13:21

eh il comportamento che rende la persona non le conseguenze perchè vanno da se!

Marco Baronti

Mer, 08/05/2013 - 14:14

La sua figura rimarrà per sempre avvolta nel mistero. Bel pezzo direttore!

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mer, 08/05/2013 - 14:36

la politica va capita, le persone che ci stanno dentro la capiscono fin troppo bene, quelli che stanno fuori, ma vicini capiscono meno, ma a volte indovinano. poi ci sono quelli che non capiscono niente e deragliano completamente. sono i sinistronzi e comunisti mafiosi...

Stella

Mer, 08/05/2013 - 14:41

Sono assolutamente daccordo con Lei Direttore Feltri!

Fab73

Mer, 08/05/2013 - 15:01

Le do qualche suggerimento del perchè "si rivolse a lei": - Sapeva che lei è uno abituato e eseguire gli ordini (anni prima non era nemmeno servito dargliene. chiunque sappia un po' di Mafia capisce benissimo il suo incontro a palazzo chigi dove lei andò a genuflettersi) - I suoi erano i giornali di berlusconi. Sparare contro i giudici era, ed è, lo scopo primario della loro esistenza. Peccato oltretutto che la sua ferrea certezza circa l'innocenza del senatore fosse mal riposta. Secondo il tribunale di Palermo, infatti, Andreotti fu "Organico al sistema mafioso" sino al 1980. E quindi condannato. Non si procedette per "Sopravvenuta prescrizione del reato" Resti pure in ginocchio Dottor Feltri. Da quanto ne so in quella posizione pagano bene. Saluti

Ritratto di Maurizio Da Lio

Maurizio Da Lio

Mer, 08/05/2013 - 15:15

Pezzo d'inestimabile valore! Complimenti Feltri, di nuovo nel mondo dei vivi. Grazie!

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mer, 08/05/2013 - 15:16

FAB73 c'è un importante dettaglio che le è sfuggito: berlusconi aveva i suoi giornali certo, ma nel 1989 non era certamente in politica. infatti scese in campo solo nel 1994. ben 5 anni dopo. quindi lei sta facendo la classica ed insolente insinuazione a scopo diffamatorio. è lo stesso metodo applicato dalla sinistra comunista e mafiosa.... :-)

Massimo Bocci

Mer, 08/05/2013 - 15:32

Blasfemi, liberali, cosa volete elevare nel paradiso COMUNISTA (Marxista-Leninista,...dei falce e martello!!! Un blasfemo, un simile (Lucifero anti comunista) filo clericale.... Papalino, (che per 50 anni gli ha sempre fregato la parte più' grossa della torta, AUMMA,AUMMA... CATTOCOMUNISTI) pensate come ci rimarrebbero i LORO VERI SANTI (criminali??) il comitato centrale, dei soviet dei FU COMUNISTI.....& BR !!!!......Gli internazionali: Lenin,Stalin,Che Guevara,Pol Pot,Ho Chi Minh,Mao,ecc. per non parlare degli Italici: Togliatti, Gramsci, Paietta, Berlinguer, Scalfaro, ecc.ecc; Un paradiso lottizzato, (PIANIFICATO alla soviet) con già posti prenotati e predisposti (da altri criminali falsificatori dell'umanità) i prossimi compagni FU' (presto..Fidel); Un paradiso comunista in cui i LIBERALI Italiani e del mondo li vorrebbero BENISSIMO presto tutti RIUNITI!!!! Nell'internazionale dei fu,non fosse solo per non subirne più i DANNI!!!! QUI!!!!

Ritratto di uccellino44

uccellino44

Mer, 08/05/2013 - 15:56

Andreotti, un grande? Un grande statista? Un grande ideologo? Un grande manipolatore? La storia ce lo dirà. Comunque, un grande!! Come ha già scritto il commentatore Marco Baronti (8/52013-14,14), bel pezzo Direttore!

guidode.zolt

Mer, 08/05/2013 - 16:24

Fab73 - ...anche l'erba cattiva ha bisogno del letame per crescere rigogliosa...

macchiapam

Mer, 08/05/2013 - 16:24

E' il destino di quelli troppo bravi: nessuno li vuole più.

Ritratto di nestore55

nestore55

Mer, 08/05/2013 - 16:44

Fab73....Nella mia vita, per lavoro, ho conosciuto molte persone: alcune gradevoli, altre meno; alcune capaci, altre meno; alcune intelligenti, altre meno...Mai nella mia vita ho avuto il piacere di conoscere un cialtrone del suo livello...Mi mancava, grazie per aver riempito un vuoto...DISGUSTOSO!! E.A.

Fab73

Mer, 08/05/2013 - 16:48

Vede Mortimermouse, Berlusconi ha fatto "politica" da sempre. (forse ricorda l'occasione in cui Craxi lasciò una riunione dei premier europei per correre a firmare un decreto contro l'oscuramento delle rete fininvest). ma si tranquillizzi, non parlavo del suo unico faro. Parlavo dei "suoi giornali". E, tanto per informazione, la richiesta di rinvio a giudizio per il processo di Palermo è del Luglio del '95. Capisco che essendo elettore del "Cav" i fatti le interessino poco, ma le date sono un po' difficili da contestare. Quello degli anni 90 era il processo per l'omicidio Pecorelli. Altra cosa. vedo comunque con piacere della sentenza non ha parlato. Guardi il TG 4 e eviti di parlare di cose di cui sa evidentemente molto poco. Saluti

Acquila della notte

Mer, 08/05/2013 - 16:50

+Fab73 la cosa riluttante davvero sa qual'è? che lui si chiama vittorio feltri e ci mette nome cognome e faccia, e tu ti nascondi dietro un nick. dopo le accuse infami a feltri o ti mostri con il tuo vero nome e dici chi sei rischiando di prenderti una bella querela o sei solo un quacquaracqua!

Libertà75

Mer, 08/05/2013 - 17:06

Ha saputo fare politica quando il mondo era diviso tra comunismo e libero mercato, oggi quanti sanno fare politica con il mondo diviso tra produzione e rendite di capitale?

Ritratto di piepann

piepann

Mer, 08/05/2013 - 17:13

Caro Feltri Il Suo art mi ha fatto sentire che Lei è un uomo davvero equilibrato e distaccato. Andreotti può aver fatto qualche mossa sbagliata, ma maii ordinare di uccidere qualcuno.

marvit

Mer, 08/05/2013 - 17:13

Fab73. Ma non si vergogna di esistere?? Faccia contento l'INPS con una pensione in meno da pagare

otta

Mer, 08/05/2013 - 17:15

Articolo che sembra scritto da un demente. Togliamo sembra, va...!!!

Ritratto di piepann

piepann

Mer, 08/05/2013 - 17:16

Per Liberta75 Mi pare il miglior commento su Andreotti!

Ritratto di Nanuq

Nanuq

Mer, 08/05/2013 - 17:18

Fab73 scrive: ......"Secondo il tribunale di Palermo, infatti, Andreotti fu "Organico al sistema mafioso" sino al 1980. E quindi condannato. Non si procedette per "Sopravvenuta prescrizione del reato"...... Egr.Fab, perché solo fino al 1980, dopo tutto ad un tratto "il mafioso" s'è redento? Forse perché non avendo prove lo " condannarono" ugualmente ".....tanto Non lo possiamo metere dentro perché va in prescrizione. Così ci salviamo il culo nonostante il tedorema da dementi. Però Lui rimarrà insozzato fino alla morte. Se non bastasse, noi delinquenti togati, potremo continuare a divertirci ad infangarlo, anche se poi verrà assolto". Ovviamente poi puntuali arrivano i figli di quella mamma la, quella sempre incinta, i Fab73 se non avete capito, passano sul forum a lasciano il loro bisognino.

emilio canuto

Mer, 08/05/2013 - 17:21

Ad Andreotti nessuno sconosciuto comprò mai l'appartamento. Neache la barca ICARUS, nessun Greganti posò mai valige con un miliardo sulla sua scrivania. Se invece di Moro, Fanfani, Forlani,Colombo, Scalfaro, DeMita, Prodi, avessimo avuto altrettanti Adreotti, oggi non saremmo nella merdazza sinistronza!

Cirilla

Mer, 08/05/2013 - 17:31

Ma anche voi non avete proprio memoria!? Avete scritto allora sul giornale come è nata l'accusa per uccisione del giornalista per montare su il processo contro Andreotti (poi assolto a Perugia)!? Beh, ve lo ricordo io: da una LETTERA ANONIMA ricevuta ,guarda caso, da chi? ma da VIOLANTE.

emilio canuto

Mer, 08/05/2013 - 17:32

mA è MAI POSSIBILE CHE CI SIANO DEGLI IGNORANTI TOTALI che riescono a dire : >? Ridicoli, per prescrizione (mancanza di capacità dei magistrati) NON SI ARRIVO' A VERDETTO. Quindi NON Colpevole. Fino al 1980. DOpo = Assolto= per cialtronaggine dei Magistrati che istruirono un processo senza PROVE.

dina trucchi

Mer, 08/05/2013 - 17:44

burn giulio, burn!

Perlina

Mer, 08/05/2013 - 17:51

Sei veramente superlativo Direttore. A qualcuno dai fastidio, ma non farci caso. Come si dice "la verità fa male". E comunque che Andreotti fosse un grande politico è indiscutibile e fino a prova contraria anche un grande uomo.

angelovf

Mer, 08/05/2013 - 18:20

Mi piacerebbe un belzebu' come andreotti al governo e non questa manica di buoni a nulla. Rammolliti.

Ritratto di ersola

ersola

Mer, 08/05/2013 - 18:20

complimenti a chi attacca la giustizia e difende andreotti.

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mer, 08/05/2013 - 18:32

FAB73 dovresti rileggere meglio le carte processuali, le date, i nomi e i fatti. non stare a leggere i giornali :-) quelli di sinistra raccontano solo quello che fa comodo a loro, perciò sono totalmente inattendibili (anche wikipedia a volte lo è) :-) provi, vedrà che conoscerà aspetti a te sconosciuti, nascosti e messi a tacere... provi :-)

Ritratto di mambo

mambo

Mer, 08/05/2013 - 19:06

Veramente un bellissimo articolo. Ebbi modo di parlare con Andreotti tantissimi anni or sono quando lui, Ministro della difesa, accolse a Roma un folto gruppo di giovani ufficiali di complemento congedandi con i quali discusse di sulle prospettive della futura classe dirigente. Io ero tra loro e come tutti rimasi incantato dalla sua personalità ed intelligenza. Smisi di odiarlo ed anche se non cambiai fede politica, mi trasformai un suo un grande ammiratore. Leggere quest'articolo ho riprovato le sensazioni di quel momento. Dott. Feltri, ancora complimenti. Ne avessimo oggi di Andreotti. invece abbiamo i Bersani, i Grillo e compagnia bella.

Ritratto di mambo

mambo

Mer, 08/05/2013 - 19:06

Veramente un bellissimo articolo. Ebbi modo di parlare con Andreotti tantissimi anni or sono quando lui, Ministro della difesa, accolse a Roma un folto gruppo di giovani ufficiali di complemento congedandi con i quali discusse di sulle prospettive della futura classe dirigente. Io ero tra loro e come tutti rimasi incantato dalla sua personalità ed intelligenza. Smisi di odiarlo ed anche se non cambiai fede politica, mi trasformai un suo un grande ammiratore. Leggere quest'articolo ho riprovato le sensazioni di quel momento. Dott. Feltri, ancora complimenti. Ne avessimo oggi di Andreotti. invece abbiamo i Bersani, i Grillo e compagnia bella.

Ritratto di dalton.russel

dalton.russel

Mer, 08/05/2013 - 20:03

Fab73: credo che lei all'epoca avesse circa sette anni e la sua mammina le cambiava ancora le mutandine sporche di cacca e pipì. Questo, nel caso 73 sta per l'anno di nascita.Poi, se vuole dire ancora stronzate a 40, è libero di farlo.La merda, non sempre esce dal buco del culo.Cordialmente.Dalton Russell.

Silviovimangiatutti

Mer, 08/05/2013 - 21:36

Come se Craxi (che gli ha affibbiato il nomignolo) avesse potuto dire di essere meglio di lui ! Molto spesso gli altri sono lo specchio di quello che vorremmo dirci.

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Gio, 09/05/2013 - 00:45

Andreotti aveva un unico difetto. ERA UN VERO STATISTA. Di conseguenza non poteva piacere ad una sinistra che ha sempre trovato la propria strada attraversata da politici del suo peso. PROVA NE E' L'ATTACCO VENTENNALE DELLE TOGHE ROSSE CONTRO BERLUSCONI. La storia si ripete.

Ritratto di a-tifoso

a-tifoso

Gio, 09/05/2013 - 01:16

@fav. Permeta pure a me darle un suggerimento. Beva un po di bicarbonato, ferma l'acidita'. Lei dice: "Secondo il tribunale di Palermo, infatti, Andreotti fu "Organico al sistema mafioso" sino al 1980." Un Tribunale gestito da Caselli, allievo di Violante (mai un cognome poteva essere piu' adatto all'inquisitore della Sx, organizzatore della caccia alle streghe). I giudizi di tali giudici sono politici, tanto come quelli della ex-Lotta continua Boccassini. La massima vergogna di un giudice e' quella di non essere imparziale, offende la carica altissima che ha e la rende miserabile.

precisino54

Gio, 09/05/2013 - 13:47

Quando qualcuno sta in sella a lungo è naturale che i nemici si moltiplichino. Sicuramente son da condividere la parole del direttore ma anche quelle di tanti commentatori. X - emilio canuto – 17:21; hai ragione, nonostante le voci di corruzione a suo carico nessuna accusa di essersi appropriato di nulla, che dite non è strano? La vicenda di Palermo non aveva senso allora figuriamoci oggi. C'è solo una persona che non ha digerito bene e continua a distorcere la verità: il suo vecchio accusatore GC Caselli, che indubbiamente si è innamorato di una tesi e non è capace di leggere bene le sentenze e ripete la stessa solfa sulla colpevolezza di Andreotti, che stranamente è quella che quel decerebrato di Fab73 cerca di accreditare. È incapacità di accettare le sentenze, voglia di protagonismo, cocciutaggine, o necessità di affermare che non ci fu sciupio di risorse per inseguire il nulla? Fab73 e un lecca lecca o è uno stretto collaboratore del "cabeza blanca"? Stranamente lo stesso mentore di tal procuratore, Violante, ha da tempo riconosciuto le forzature di quel procedimento.