Il gruppo WhatsApp del federale della Lega ieri è esploso. A farlo detonare il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera ha messo in discussione la leadership di Matteo Salvini.Un passo indietro o di lato del segretario del Carroccio? «Nessuna soluzione va esclusa a priori. La Lega non teme il rinnovamento», ha detto candidamente.Un nuovo colpo al segretario, questa volta da un governatore che (almeno fino a l’altro ieri) stimava. Pare che il sottosegretario Claudio Durigon si sia infuriato e abbia scritto di «tirare fuori gli argomenti» per contestare Salvini. La verità è che «Attilio Fontana vuole avere voce in capitolo al momento della preparazione delle liste» dicono fonti vicine al capitano. Anche i dissidenti (se così possiamo definirli) negano che esistano due Leghe o delle correnti, eppure ogni giorno c’è qualcuno che, soprattutto dal nord, punzecchia Salvini. Lo attacca e mette in discussione le sue scelte. «Ricordiamoci che Attilio Fontana era lo stesso che solo un anno fa, al congresso dove è stato rieletto segretario Matteo, stava in prima fila ad applaudire tutto il tempo. La paura di restare senza un ruolo non può spingerlo ad attaccare» dicono le nostre fonti. Le stesse ci tengono a ricordare come il partito che era al 2% sia stato portato al 34% da Salvini. «La Lega è in difficoltà, lo dice la base e lo dicono gli elettori. Dobbiamo trovare un rilancio». Affermano i «dissidenti», che chiedono di entrare di più nelle scelte del partito attraverso la voce dei governatori come Attilio Fontana o ex governatori come Luca Zaia. «Non abbiamo bisogno di un uomo solo al comando» dicono, aggiungendo che «non creiamo problemi, ma diamo soluzioni.Lui (Salvini, ndr) deve cogliere questa occasione che gli stiamo dando. Se va avanti così rischiamo i minimi storici.Se la nave va a sbattere bisogna cambiare rotta». Nessuno, però, crede all’intento nobile di salvare la Lega, molti deputati (che in questi giorni hanno espresso vicinanza a Salvini) credono sia solo un fatto di potere. Ottenere posti in Parlamento per le prossime elezioni. «La voglia di rinnovamento non si può soffocare» affermano i ribelli che chiedono più spazio, nonostante Salvini abbia creato un tavolo permanente per aprire il dibattito interno e affrontare la crisi. Queste discussioni, però, non fanno bene al partito e sulla chat viene scritto senza giri di parole. Il deputato Luca Toccalini è chiaro: «È tutto agosto che i militanti ci chiamano; chiedono e si sorprendono di questo attacco continuo sulla stampa. Abbiamo Pontida da organizzare e le prossime battaglie su cui pensare. Bisogna pensare a questo, non a polemiche che fanno il maschio assoluto della Lega» scrive Toccalini nella chat dove è presente anche lo stesso Fontana. Che visualizza e ignora.La vicesegretaria Silvia Sardone ironizza: «Quando esce un articolo sul nostro partito che non parli di beghe interne avvisatemi... E poi ci lamentiamo se calano i consensi». Salvini non fa altro che ripeterlo: «lavorare a testa bassa senza polemiche», ma il messaggio non viene colto da una parte del Carroccio.C’è chi tenta il ribaltone, ma Salvini non intende mollare per nessun motivo. Il deputato Giulio Centemero è chiaro: «Dobbiamo tornare al rispetto dello statuto e dirci tutto nelle opportune sedi, a porte chiuse». Molti, però, fanno orecchie da mercanti. A quanto pare l’intento non è salvare la Lega da Salvini, ma la cadrega. La propria.
