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“La piazza è nostra”. Bologna ancora ostaggio dei collettivi violenti

Il Collettivo universitario autonomo ha attaccato un’assemblea pubblica in cui si discuteva di come valorizzare piazza Verdi, che il collettivo considera sua zona di movimento

“La piazza è nostra”. Bologna ancora ostaggio dei collettivi violenti
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Bologna è una città problematica sotto vari punti di vista e non si può negare che la presenza di collettivi e centri sociali fuori controllo sia parte del problema. Lo ha dimostrato il gravissimo episodio occorso negli ultimi giorni, quando il Cua, Collettivo Universitario Autonomo, sulla base di una supposta titolarità degli spazi di piazza Verdi, ha aggredito un comitato cittadino che stava organizzando una rassegna estiva con talk, musica e incontri. Era in corso l’assemblea pubblica, aperta a tutti e anche a chi non la ritiene una buona idea, quando un gruppo di esponenti del collettivo si è presentato in piazza avanzando pretese e minacciando i presenti, tanto che si è arrivati allo scontro fisico.

“Vergogna: fuori fascisti e sfruttatori da piazza Verdi”, hanno urlato facendo irruzione in piazza, sostenendo che a loro volta stavano facendo un’assemblea per decidere in che modo usare gli spazi della piazza, dove “non vogliamo vedere nemmeno un tavolino per il profitto o un cameriere al tavolo, se dite che questo non sarà un bar”. Nello scontro ad avere la peggio è stato un residente e consigliere della zona, favorevole all’iniziativa, Loris Folegatti, finito in ospedale dopo aver ricevuto un pugno in un occhio per aver allontanato una delle attiviste tr quelli che lo avevano accerchiato. “Innanzitutto solidarietà a Loris Folegatti che, abbiamo appreso, sia stato aggredito da persone appartenenti a collettivi universitari. In queste settimane abbiamo ribadito più volte che la piazza è aperta a tutti e ad accesso libero. È gravissimo che qualcuno aggredisca fisicamente altre persone durante un’assemblea pubblica organizzata proprio perché le diverse posizioni avessero voce”, ha dichiarato l’assessore Matilde Madrid. Eppure, da sempre, la sinistra di Bologna ha tollerato questi comportamenti da parte del Cua, che altrimenti sarebbe stato allontanato tempo da falla città, roccaforte rossa. Invece è ancora lì, libero di agire.

“Porgere l’altra guancia? Col cazzo”, dichiara oggi un’attivista con un video pubblicato sui canali del collettivo. “Un dibattito pubblico surreale continua a pontificare su quanto piazza Verdi debba essere ‘libera’. Ma nella pratica, per voi professionisti della retorica, cosa è libertà? La libertà di tirare schiaffi a studenti e studentesse? La libertà di acclamare il fascismo? La libertà di sfruttare giovani pagati una miseria? Se è questo, tenetevelo. Piazza Verdi è una piazza di liberazione dal dominio e dallo sfruttamento.

Una piazza collettiva ed eterogenea, con mille contraddizioni con cui facciamo i conti ogni giorno, ma lontana dal vostro squallore”, si legge nel comunicato. Il Comune dovrà ora trovare una soluzione per arginare le prepotenze di un manipolo di studenti o pseudo tali per restituire la città ai suoi cittadini.

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