Francesco Guccini meritava sorte migliore che finire imbalsamato nell’Italia conformista che la sinistra ha partorito. Cantava l’orizzonte: oggi affondiamo nell’abisso di woke e politically correct. Dio è morto, cantava lui; ma Allah è vivo, vegeto e si candida insieme a noi. Quale anarchia? Oggi la rima è Sharia. Mentre il sacro, in politica, viene svenduto al relativismo. Ti applaudiranno mentre si nascondono le verità. Ti piangeranno sbandierando la Costituzione, usata come zattera per fuggire dalle istituzioni. Dalla Commissione Antimafia al caso Covid, con Conte che imbastisce difese sceniche che aprono voragini. Intanto la destra che di Guccini s’innamorò senza capire bene perché, come tu del resto oggi rivendica la tua penna contro i guerriglieri travestiti da idealisti. L’odio, non la poesia, è l’ossessione di una sinistra smarrita. Francesco, fuggi più veloce che puoi: qui la libertà è solo l’alibi della censura.

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