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“Pista nera? Nessuna nuova indagine disposta dalla Cassazione”: parla De Luca che smonta il teorema Scarpinato e i 5S

Il Procuratore di Caltanissetta ha sottolineato di aver escluso, davanti alla Commissione Antimafia, solo la rilevanza del filone di indagine riguardo il concorso nella strage di Capaci di Stefano Delle Chiaie

“Pista nera? Nessuna nuova indagine disposta dalla Cassazione”: parla De Luca che smonta il teorema Scarpinato e i 5S
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Nuove indagini sulla cosiddetta pista nera imposte dalla Cassazione? No, le cose non stanno come ha fatto credere l'opposizione che ieri ha gioito per la pronuncia della Suprema Corte. E, così come sottolineato oggi da Il Giornale, che aveva evidenziato ogni inesattezza pronunciata soprattutto dal mondo pentastellato, a parlare è il Procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca:
che definisce "totalmente destituita di fondamento l’affermazione che così sono state imposte nuove indagini sulla cosiddetta pista nera alla Procura di Caltanissetta, che non voleva svolgere ulteriori accertamenti sul filone d’indagini suindicato". E sottolinea come lui abbia escluso, davanti alla Commissione Antimafia, solo la rilevanza del filone di indagine riguardante il concorso nella strage di Capaci di Stefano Delle Chiaie, fondato sulle dichiarazioni di Romeo Maria e su quelle, giuridicamente inutilizzabili, del collaboratore di giustizia Alberto Lo Cicero durante il colloquio investigativo, trasmettendo al Gip e mettendo a disposizione dei suoi componenti la copia integrale degli atti di indagine (ostensibili) svolti nei procedimenti penali attinenti: "Su tale filone di indagine si è già espresso in modo categorico altro G.I.P. dell’ufficio di Caltanissetta nell’ambito del relativo decreto di archiviazione". Su questo filone si era espresso il Gip dell'ufficio di Caltanissetta nell’ambito del relativo decreto di archiviazione. Infatti, la stessa G.I.P. Luparello, che aveva a disposizione il decreto di archiviazione, non ha disposto nuovi accertamenti sul filone Delle Chiaie, tranne per un'ipotesi di falso materiale eventualmente consumato nel 1992 da parte di magistrato allora sostituto presso la Procura di Palermo (per verificare se una nota di trasmissione atti fosse stata firmata da un magistrato al posto di un altro). Insomma, non certo per il cuore del filone. E De Luca spiega come "ho già più volte riferito dinanzi alla Commissione Antimafia che sono in corso indagini su altri filoni, tra i quali proprio la pista nera, e tale affermazione è presente, ovviamente in forma scritta, nella richiesta di archiviazione nel procedimento per la stragi del 1992 a carico di ignoti, riguardante il filone mafia e appalti, a firma di tutti i magistrati del gruppo di lavoro di questo Ufficio. Si tratta per altro di dichiarazioni e di richiesta di archiviazione ormai a disposizione di tutti, antecedenti alla sentenza della Corte di Cassazione. L’unica differenza tra i due filoni, rispettivamente mafia appalti e pista nera è che in relazione al primo (mafia e appalti) già ritenuto fondato da più sentenze irrevocabili (Capaci bis, Borsellino ter e quater), quest’Ufficio, per la prima volta in più di trent’anni, ha svolto approfondite indagini (e tale affermazione, allo stato, non ci risulta smentita da alcuno), individuando concreti e gravi elementi (secondo le nostre valutazioni) a sostegno di tale concausa delle stragi, che qui si ribadisce, non può essere sminuita a robetta di poco conto".

E conclude dicendo che, nell'attendere le motivazioni della Cassazione, che notoriamente peraltro non entra nel merito, ma si riferisce solo alla forma "chi afferma che questo Ufficio non vuole fare accertamenti sulla pista nera o non si è adeguatamente informato sulla vicenda o mente sapendo di mentire".

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