So che questa rubrica vi è mancata, quindi bentornati a voi. Mi sono concesso una settimanina di montagna.
Mentre noi pensiamo all’Iran e a Trump, sappiate che nei confronti del capo di una setta religiosa sudcoreana è stato spiccato un mandato di arresto con l'accusa di aver costretto i fedeli a iscriversi al principale partito di opposizione, il People Power Party. Se pensiamo agli inviti che facevano i parroci durante le messe ai tempi della Dc, qui da noi avrebbero dovuto arrestare mezza curia nazionale.
Il Csm spagnolo ha aperto un procedimento disciplinare contro il giudice che sta indagando su Begoña Gómez, moglie del premier Pedro Sánchez. Poco ci importa di quali siano le accuse. In sostanza Juan Carlos Peinado viene contestato per aver scritto in un’ordinanza che gli agenti della scorta della Gómez potrebbero, “di propria iniziativa o seguendo ordini dei superiori gerarchici”, collaborare ad azioni volte a facilitarne la fuga. Ora. Provate a immaginare cosa sarebbe successo da noi se il Csm avesse osato punire il magistrato che sta indagando sul compagno di Giorgia Meloni. Sarebbero partite accuse di regime, di controllo delle toghe, di assoggettamento dell’ordine giudiziario al governo. Invece succede in Spagna. E quindi tutti zitti.
A me questa storia delle bambine “morte di caldo” in Francia per l’ondata di alte temperature non quadra. Intanto nessuno ha detto che siano morte a causa del caldo: è soltanto una delle ipotesi al vaglio degli investigatori. E poi sono decedute in un’auto. Dove probabilmente sarebbero morte anche dieci giorni fa con temperature normali per la fine di giugno. Mi sembra che, se stanno così le cose, siano morte per essere state lasciate in macchina sotto il sole e non per la temperatura esterna.
Keir Starmer si è dimesso. Ciao ciao al leader laburista che non sarà più il premier del Regno Unito. Ma sapete qual è la cosa più divertente di questa storia? La profezia che Elly Schlein aveva fatto appena un paio di mesi fa. Ricordate? Dopo la sconfitta di Orbán in Ungheria, peraltro battuto da un altro politico di destra, disse: “È finita l’era delle destre e dei sovranisti”. Poi uno guarda i fatti e scopre che le cose forse stanno un po’ diversamente. In Francia Macron boccheggia e nel 2027 i sondaggi vedono il Rassemblement National all’Eliseo con Jordan Bardella. In Spagna Sánchez governa con una maggioranza così arzigogolata che in confronto l’armata Brancaleone sembra un modello di stabilità. In Germania i sondaggi indicano la leader dell’AfD come una delle figure politiche più popolari e il partito continua a crescere. In Gran Bretagna i laburisti cambieranno premier per evitare elezioni anticipate, ma le amministrative di maggio hanno certificato un tracollo e il successo di Farage. In Italia? Sarà pure arrivata “la fine dei sovranisti”, però Vannacci cresce, Meloni viaggia intorno al 28% e il centrodestra resta competitivo per Palazzo Chigi. Alla faccia della crisi delle destre.
Come ogni anno torna il caldo afoso e tornano le solite polemiche sul riscaldamento globale. Passeranno. Però ogni volta ridacchio pensando che a Milano i blackout vengono causati dall’eccesso di utilizzo... dei condizionatori. La città green, quella delle biciclette e delle auto elettriche, alla prima sudata importante se ne infischia del pianeta da salvare e accende ogni climatizzatore disponibile. La rivoluzione sì, ma al fresco.
Sarò stato sfortunato, ma ve la racconto così come l’ho vissuta. Sto cercando un asilo nido in zona Mugello per la figlia di mio fratello. Scopro che la Regione Toscana ha attuato il piano “Nidi Gratis”: in sostanza la Regione paga la retta a chi manda i figli all’asilo, anche presso strutture private accreditate, entro determinati limiti Isee. In teoria una cosa bellissima.
Però c’è un problema. Un paio di strutture mi hanno confessato che da quando esiste questo contributo stanno ricevendo molte più richieste del normale. In sostanza famiglie che prima rinunciavano al nido perché uno dei due genitori era a casa, o perché c’erano i nonni disponibili, adesso presentano domanda perché tanto è gratis.
Risultato: non ci sono posti per tutti. E chi invece ha davvero bisogno del nido rischia di restare fuori.
Ed ecco la domanda: ma anziché fare “nidi gratis” non sarebbe stato meglio pensare a “nidi per tutti”, assicurando un numero di posti adeguato al numero di bambini presenti sul territorio?