L’agenda Lgbtq, nelle scuole italiane, non conosce freni. Ma il Ddl Valditara sul consenso informato può rappresentare l’argine tanto atteso. Del resto, soltanto nell’ultimo biennio, le classi italiane sono state invase da progetti e percorsi educativi sull’«affettività», sull’«identità di genere» e sul «superamento degli stereotipi». L’alleanza tra l’ideologia di sinistra, che negli istituti scolastici resta maggioritaria, e l’associazionismo pro gender ha invaso le aule scolastiche.
L’elenco è lunghissimo. Ad Aviano, il nido d’infanzia «RossoGialloBlu» ha organizzato un progetto rivolto ai bambini da uno a sei anni. Secondo Fdi, l’iniziativa ha previsto «descrizioni esplicite di reazioni corporee e degli organi genitali». Nel XII Municipio di Roma, ancora, le scuole hanno introdotto alcuni libri sulle famiglie omogenitoriali. «Perché hai due mamme?» è uno dei titoli in questione. A Piacenza, anche grazie all’Arcigay, è stato caldeggiato l’uso sistematico della «schwa» nei testi. La Fondazione Libellula, a Galatina, ha promosso, sempre nelle scuole, un roadshow dal titolo «Storie spaziali per maschi del futuro». I bimbi della scuola primaria hanno così potuto imparare a «decostruire gli stereotipi di genere». Insomma, per Chiara Iannarelli, consigliere regionale di Fdi nel Lazio, la legge voluta da Valditara è più che necessaria. «É un passo importante - dice al Giornale - per ristabilire un corretto equilibrio tra scuola e famiglia».
I genitori, con la nuova disposizione, dovranno essere informati e coinvolti nelle scelte che riguardano i loro figli. In risposta, a settembre è previsto il più classico degli «autunni caldi», orientato anche in favore delle istanze Lgbtq: la sinistra di piazza è pronta a protestare contro la legge che può frenare il tentativo di colonizzazione culturare. L’elenco dei «progetti», per ora, resta sterminato. A Milano, nell’anno scolastico 2025-2026, è stato attivato un «progetto benessere» al Liceo Scientifico «P.Bottoni». In questo contesto, l’associazione Ala Milano, in collaborazione con Durex Italia, ha previsto incontri sui rapporti affettivi e sessuali. Per il partito guidato da Giorgia Meloni, «tra le finalità dichiarate rientrano anche riflessioni su identità di genere, orientamento e sessualità». La Iannarelli segnala pure come il Ddl Valditara abbia scardinato la pratica della «didattica curricolare obbligatoria», un trucco per evitare che gli studenti possano non partecipare.
Ma la battaglia «pro gender», nelle aule italiane, non è passata soltanto dai percorsi didattici. Nel biennio trascorso, in diversi istituti scolastici sono state soppresse la Festa della mamma e quella del Papà: per non creare disagio alle famiglie arcobaleno.