Un nuovo sondaggio per testare la popolarità di Sigfrido Ranucci. Facciamo un passo indietro per ricordare che il primo ad aver voluto misurare i numeri del conduttore era stato proprio il mandante reo confesso dell’attentato, Valter Lavitola, come testimoniano intercettazioni e passaggi riportati nell’ordinanza di custodia cautelare. Un passaggio che viene ritenuto centrale dagli inquirenti che, infatti, non hanno creduto al movente fornito dal faccendiere. Quest’ultimo, in occasione dell’interrogatorio presso il carcere di Rebibbia, aveva fornito come pista la volontà di rafforzare la scorta al proprio amico.
Ma secondo chi ha condotto le indagini il desiderio di aumentare la popolarità del conduttore in vista di una possibile scalata per le politiche del 2027 sarebbe stato il vero obiettivo di Lavitola. Se in un primo momento Ranucci aveva del tutto ribadito la sua ferma contrarietà rispetto a qualunque ipotesi di scendere in campo, di recente ha invertito rotta, sostenendo di non escludere nessuna opzione. Ed è proprio a pochi mesi dalle prossime elezioni che spunta un secondo sondaggio che starebbe realizzando l’istituto Swg. Avs, il partito più vicino a Mr Report, a Il Giornale smentisce di averlo commissionato. A questo punto, secondo quanto ricostruisce Open, a ordinare di testare il gradimento di Ranucci sarebbe stata una testata giornalistica. Intanto, in via Teulada, dopo il passo indietro di Giulia Presutti, il clima è teso. Il conduttore della tv pubblica, Salvo Sottile, ha denunciato di esser stato insultato da alcuni inviati di Report negli studi Rai. Secondo quanto riferito da Sottile sarebbe stato offeso da Luca Bertazzoni e Bernardo Iovene con frasi del tipo: «Pezzo di merda, venduto». Parole che fanno godere Ranucci che dai suoi profili social elogia chi si è scagliato contro Sottile. Episodio su cui però Maurizio Gasparri non ha voluto chiudere un occhio, annunciando un’interrogazione parlamentare, mentre i consiglieri d’amministrazione Rai Alessandro di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale chiedono «la convocazione urgente di un CdA straordinario, per avere informazioni dettagliate sull’intera vicenda e anche riguardo alle scelte che si stanno mettendo in campo per la salvaguardia di Report, che è asset fondamentale».
Ma la novità è l’intesa sulla conduzione: al posto di Presutti, infatti, Paolo Corsini ha scelto Claudia Di Pasquale, inviata storica di Report. Una decisione accolta dalla redazione con applausi scroscianti e commozione, facendo scemare quella diatriba interna che sembrava eterna. Commento acido di Sigfrido: «Felice per Claudia Di Pasquale, sarebbe stata la mia scelta in un normale dialogo con l’azienda. Però meno male che questo dialogo non è avvenuto perché se l’avessi consigliata io, probabilmente non l’avrebbero nominata. Non ci si improvvisa conduttori di Report e Claudia è una grandissima professionista. Lascio Report in buone mani. Ora sono più sereno». Resta la co-conduzione con Piervincenzi mentre Ranucci esce di scena definitivamente, consentendo a chi veniva accostato a lui di smarcarsi da comportamenti che venivano criticati in primis dagli interni. Ma Ranucci sembra non voler vedere (o meglio non voler mostrare) che i primi ad aver preso le distanze sono stati i suoi. Che hanno condotto una battaglia per loro stessi e non per il ritorno del conduttore, diventato sempre più un uomo solo (non) al comando. E in serata arriva un altro addio alla Rai. Geppi Cucciari lascia Un giorno da pecora dopo 11 anni. E le malelingue incolpano subito TeleMeloni.
