La prossima sfida di Giorgia Meloni? Completare in Europa la trasformazione della destra iniziata a Fiuggi con un approdo, quello nel Partito Popolare Europeo, che potrebbe condurla al centro del conservatorismo democratico. È questo uno dei fili conduttori de Il primato Meloni. La destra, la sinistra e il governo più longevo della Repubblica di Carmelo Briguglio (Kimerick, 2026, 28 euro). A raccontare questa parabola è uno dei protagonisti di quella stagione che, con Gianfranco Fini, riuscì a trasformare la destra post -missina in una forza repubblicana, europea e di governo. È proprio questa collocazione, insieme interna e distante, a rendere interessante il suo sguardo.
Briguglio non presenta Meloni come una cesura improvvisa. Al contrario, la colloca dentro una linea di continuità che parte da Fiuggi e arriva a Palazzo Chigi. La svolta del ’95, con la nascita di Alleanza Nazionale, viene letta come l’avvio di una evoluzione culturale: dalla destra di testimonianza alla destra di governo, dalla marginalità alla piena legittimazione, dalla diffidenza verso Bruxelles alla consapevolezza che l’interesse nazionale può essere difeso soltanto dentro l’Occidente e dentro l’Europa. In questa prospettiva, Giorgia Meloni appare come il risultato, certamente originale, di una storia precedente. La sua forza sta nell’aver raccolto quel patrimonio, averlo adattato al nuovo secolo e averlo portato dove la destra finiana non era riuscita: alla guida stabile del governo. È qui che il libro di Briguglio diventa una riflessione sul futuro. Se Fiuggi aveva rappresentato l’ingresso definitivo della destra italiana nella democrazia dell’alternanza, il possibile approdo nel Ppe potrebbe costituire il passaggio successivo: la piena collocazione della destra italiana nel grande spazio del conservatorismo democratico europeo, senza rinunciare alla propria identità. Un ingresso che, secondo Briguglio, completerebbe il percorso di maturazione iniziato oltre 30 anni fa. Consentendo alla memoria di Fiuggi di incontrare la sfida del presente.
