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Letteratura

Pronto il libro sulla storia di un primato. È di Briguglio

Briguglio non presenta Meloni come una cesura improvvisa. Al contrario, la colloca dentro una linea di continuità che parte da Fiuggi e arriva a Palazzo Chigi

(FILES) Italian Prime Minister Giorgia Meloni attends the Atreju political meeting organised by the young militants of Italian right wing party Brothers of Italy (Fratelli d'Italia) on December 16, 2023 at the Sant'Angelo castle in Rome. Giorgia Meloni's hard-right government on September 2, 2026 becomes the longest-lasting in Italy's postwar history -- a notable record that belies considerable challenges ahead of elections next year. In a country once a byword for political instability, Italy's first woman leader will have been in charge of the same administration for 1,413 days, one more than the late Silvio Berlusconi managed during one of his four stints in office. (Photo by Andreas SOLARO / AFP)

La prossima sfida di Giorgia Meloni? Completare in Europa la trasformazione della destra iniziata a Fiuggi con un approdo, quello nel Partito Popolare Europeo, che potrebbe condurla al centro del conservatorismo democratico. È questo uno dei fili conduttori de Il primato Meloni. La destra, la sinistra e il governo più longevo della Repubblica di Carmelo Briguglio (Kimerick, 2026, 28 euro). A raccontare questa parabola è uno dei protagonisti di quella stagione che, con Gianfranco Fini, riuscì a trasformare la destra post -missina in una forza repubblicana, europea e di governo. È proprio questa collocazione, insieme interna e distante, a rendere interessante il suo sguardo.

Briguglio non presenta Meloni come una cesura improvvisa. Al contrario, la colloca dentro una linea di continuità che parte da Fiuggi e arriva a Palazzo Chigi. La svolta del ’95, con la nascita di Alleanza Nazionale, viene letta come l’avvio di una evoluzione culturale: dalla destra di testimonianza alla destra di governo, dalla marginalità alla piena legittimazione, dalla diffidenza verso Bruxelles alla consapevolezza che l’interesse nazionale può essere difeso soltanto dentro l’Occidente e dentro l’Europa. In questa prospettiva, Giorgia Meloni appare come il risultato, certamente originale, di una storia precedente. La sua forza sta nell’aver raccolto quel patrimonio, averlo adattato al nuovo secolo e averlo portato dove la destra finiana non era riuscita: alla guida stabile del governo. È qui che il libro di Briguglio diventa una riflessione sul futuro. Se Fiuggi aveva rappresentato l’ingresso definitivo della destra italiana nella democrazia dell’alternanza, il possibile approdo nel Ppe potrebbe costituire il passaggio successivo: la piena collocazione della destra italiana nel grande spazio del conservatorismo democratico europeo, senza rinunciare alla propria identità. Un ingresso che, secondo Briguglio, completerebbe il percorso di maturazione iniziato oltre 30 anni fa. Consentendo alla memoria di Fiuggi di incontrare la sfida del presente.

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