Lezione sui «limiti» della sicurezza per gli studenti dell’Università

Lezione sui «limiti» della sicurezza per gli studenti dell’Università

Montecitorio si trasferisce per un giorno all'Università di Genova. Con un docente d'eccezione: il direttore della biblioteca della Camera dei Deputati, Antonio Casu, ieri ospite della facoltà di Scienze Politiche per tenere una lezione agli studenti del terzo anno del corso di diritto parlamentare e diritto pubblico comparato su un tema quanto mai attuale: «Democrazia e sicurezza». A fare gli onori di casa il professore di diritto comparato Paolo Armaroli e la collega Maria Bernardette Costa. «Quali sono i limiti della sicurezza? Fin dove si può spingere la sua azione senza ledere i diritti altrui? Che cosa la distingue dall'emergenza? Domande a raffica alle quali l'ex responsabile dei servizi di sicurezza di Montecitorio non si è ovviamente sottratto spiegando innanzitutto che «la sicurezza oggi viene concepita soltanto in termini di emergenza come una situazione isolata ed episodica, mentre essa è permanente e non richiede istituti speciali, ma una applicazione delle regole di tutti i giorni». Quelle regole che in parte latitano nel nostro ordinamento e che aumentano la percezione d'insicurezza individuale. «In passato - insiste il direttore della biblioteca della Camera - si parlava di sicurezza dal nemico o dal crimine, oggi invece non si distingue più tra sicurezza interna ed esterna e ciò genera le problematiche che conosciamo». Ma - azzarda uno dei quaranta studenti che ieri hanno animato il dibattito con interventi puntuali e pregnanti - quali garanzie si possono sacrificare sull'altare della sicurezza, senza snaturare i diritti di ogni individuo? Qual è insomma il prezzo da pagare in questi casi? È un problema di limiti e di equilibri. «La legislazione sulla sicurezza deve tradursi in misure temporanee e soprattutto commisurate alle minacce subite. Altrimenti diventa un alibi per fare altre cose o per fini di politica interna», la replica del professor Casu. La cui visita verrà ricambiata il prossimo 8 e 9 maggio dagli studenti in trasferta a Montecitorio, a Palazzo Madama e al Quirinale. «Anche se non sarà una marcia su Roma», chiosa Armaroli.

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