Galeotta fu la camicia. E poi quel fatto di vivere entrambe a Palermo pur arrivando una, Alexandra Buzzi da Brescia, l'altra Francesca Becchini da Milano. Nasce così Cose fresche (su Instagram @cose.fresche), un brand che prende avvio un anno fa da quella passione condivisa per la camicia, i tessuti maschili, le righe e una vita imbastita lontano da casa. Primo pezzo un caftano, pensato per essere indossato sia al mare che in città. "E soprattutto che veste qualsiasi tipo di fisico - spiegano - Il segreto? È nel taglio, un gioco di pinces che accompagna la figura senza trasformare l'abito in un sacco, adattandosi a fisicità diverse". L'anno dopo l'idea è stata quella di fare una camicia più lunga con le tasche. I tessuti tutti cotoni superleggeri di qualità così elevata che, spesso, non serve neanche stirarli. Infine è arrivato lo chemisier, classico, con cintura obi d'ispirazione giapponese "per drgli un po' di carattere", adatto anche per una cena serale. "La nostra filosofia è quella dello slow style, quello che non passa mi di moda, che sta lì nell'armadio, prontoper gni occasione". Nessuna produzione industriale. "Quando finisce una pezza di tessuto, finisce anche quella produzione e il capo rischia di restare anche un pezzo unico". Il lusso è nella ricerca: "Svaligiamo i tappezzieri, cotoni, lini, velluti. Le cuciture sono in cotone made in Italy, i bottoni in madreperla, l'etichetta è esterna, non caso e non per vezzo. "Sono allergica e ogni volta mi trovavo a tagliarle dai capi che acquistavo" racconta Alexandra.
La vendita avviene soprattutto nei luxury market artigianali. Firenze, Lucca, Bergamo, Lecce. La prossima sfida è la collezione invernale. "Con uno chemisier e una camicia ma stiamo valutando tessuti molto interessanti".
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