Dieci anni (già celebrati) passati a combattere una battaglia quasi sovversiva: convincere le clienti a comprare un pantalone da mettere quest'anno. E poi l'anno dopo. E l'anno dopo ancora. Una battaglia che per scelta non insegue l'algoritmo (non vendono on line ma con pop up nel mondo), ma vuole cristalllizare il tempo in capi che non passano mai di moda. È la filosofia di Filomena, da un'idea di Francesca Lapenta e Federica Antilici, due donne che già lavoravano nella moda da 15 anni. Francesca, aveva creato Isola, dedicato alla notte e alla casa. Federica firmava Ashanti, brand di maglieria. Si incontrano negli stessi laboratoi di produzione, scoprono che le loro collezioni si parlano. E anche loro iniziano a farlo. Perchè non fare qualcosa insieme? La risposta è Filomena. Un nome volutamente italiano e di donna. Dentro c'è la F di Francesca e Federica, quella di Firenze dove hanno sede, ma anche "philo", amicizia. La loro non è mai stata una corsa alle tendenze. Anzi. Colori neutri, tessuti naturali, linee pulite, fantasie non gridate. "Non trovavamo mai quello che cercavamo. O erano capi vecchi di 30 anni fatti benissimo, oppure pezzi che invecchiano in fretta", racconta Francesca. La loro scelta è di costruire un guardaroba, più che una collezione. Se c'è una parola che ricorre parlando con lei è "proporzione". Perchè un pantalone palazzo non è democratico per natura, va costruito. "Dicevano che sta bene solo alle alte e magre. Lo abbiamo fatto e rifatto, sbagliando e ricominciando finchè non abbiamo trovato la proporzione giusta che funziona su tutte". Oggi è uno dei loro capi iconici declinato in tutte le stoffe. Lino, seta, velluto liscio, a coste, in cachemire. Insieme alla camicia di taglio classico, vittoriano, con la rouche, la coreana o la over taglia unica "che sistemiamo in modo che possa aderire al corpo con un incrocio". E poi la giacca a otto bottoni, quasi una firma, dettaglio che nasconde (neanche troppo) la loro idea di lusso. Otto davanti, cinque ai polsi. Diciannove bottoni in tutto. In corno o rivestiti nello stesso tessuto della giacca, oppure anche vintage. "Il lusso è nella ricerca, negli abbinamenti inusuali, un bordo in contrasto, il dettaglio in camoscio, in renna, i fili di cotone", quelle cose che fanno la differenza. Scelgono tutto personalmente. Un lavoro quasi artigianale "anche cose desuete". Ma il punto sta proprio qui. "Noi non siamo alla moda". Ed è una nota di orgoglio. "Non siamo meteore, ci piace che le nostre cose possano essere usate negli anni". La donna Filomena è una professionista che esce di casa al mattino e rientra la sera. Va in ufficio incontra clienti, prende un treno, ha una cena all'ultimo momento. Non ha tempo per cambiarsi quattro volte al giorno. Cambia la ballerian con un tacco, aggiunge la pochette, si lega i capelli.
Ed è sempre perfetta. Diversa da tutte. "preferiamo fare capsule limitate. Pochi pezzi pochi colori, poi si cambia perché nessuna cliente abbia la sensazione di ritrovarsi vestita uguale a un'altra". Ma se stessa nel tmpo.
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