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Meteo e clima

L’ultimo “grande caldo”: estate in crisi, arrivano temporali e calo termico

Ancora cinque giorni con temperature fino a 38°C, poi la diminuzione delle temperature sarà netta: ecco il tanto atteso cambio di circolazione atmosferica

Meteo

Ci sarà ancora da soffrire, soprattutto per coloro i quali ormai sono stanchi da mesi di caldo senza sosta. Infatti, il primo week-end di settembre e i primissimi giorni della prossima settimana saranno ancora pienamente estivi a causa dell’ennesima rimonta dell’anticiclone africano ma poi la musica cambia con l’arrivo di piogge, temporali e valori termici in netta diminuzione.

Nuova anomalia termica

Almeno altri cinque giorni con temperature superiori alle medie del periodo, in questo caso della prima decade del mese di settembre. “Fino a martedì compreso saremo ancora nel ‘forno’. La bolla rovente nordafricana continuerà a soffocare l’Italia con picchi estremi e pesantissimi per il mese di settembre: toccheremo i 36°C a Milano, i 37°C a Roma e punte fino a 38°C nel Foggiano”, spiega Lorenzo Tedici de Ilmeteo.it.

Il tanto atteso cambiamento

Se lunedì 7 e martedì 8 settembre non cambierà ancora granché a parte qualche temporale pomeridiano sulle aree alpine e appenniniche, aspettiamoci un cambiamento delle condizioni atmosferiche da mercoledì 9 settembre quando, al posto del caldo sahariano, torneranno protagoniste le perturbazioni atlantiche. “Crolleranno le temperature, che si assesteranno sui 27-29°C da Nord a Sud, e torneremo a usare gli ombrelli. Rivedremo una configurazione meteorologica che ci mancava dalla metà di maggio, potendo finalmente tornare a dormire sereni”, aggiunge l’esperto.

Nella seconda parte della settimana, se sulle regioni settentrionali si registrerà un miglioramento, l’instabilità conquisterà anche le regioni centrali e parte del Sud con nubi e precipitazioni.

È altamente probabile che dopo questa prima “rottura” stagionale avremo un clima più vivibile: quasi certamente punte di 30°C e localmente superiori torneranno a interessare soprattutto le aree più meridionali d’Italia ma, almeno per il 2026, diremo addio al caldo estremo che ha contraddistinto una delle estati più calde della storia.

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