"Altro corteo a San Vittore, denunciamo gli anarchici"

Interviene la Digos e l'assessore De Corato lancia l'allarme contagio. Primo detenuto positivo

Non bastava il malumore all'interno delle carceri italiane per le restrizioni del Coronavirus, trasformatosi la scorsa settimana in insurrezioni in piena regola, anche con morti. Lunedì 9 marzo in mattinata davanti a San Vittore e la sera dinnanzi al carcere di Opera c'era stata anche la protesta di alcuni gruppi di anarchici. Che ieri mattina intorno alle 10.30, rigorosamente in gruppo e sempre in barba ai provvedimenti governativi, sono tornati a manifestare sotto al carcere di San Vittore.

In realtà si è trattato della «solita solfa» che comunque, ha tenuto impegnata la polizia sul posto (la settimana scorsa era arrivato anche il reparto mobile in assetto antisommossa) con una serie di lanci di petardi, fortunatamente senza incidenti con feriti o contusi. Sulla breve azione di protesta sta indagando la Digos che cerca di risalire ai partecipanti e denunciarli per aver violato con la manifestazione di gruppo le restrizioni sulla socialità imposte dal decreto del Consiglio dei ministri del 9 marzo.

«La protesta è frutto del clima che si è creato in seguito alle rivolte dei detenuti, grazie a chi sta lavorando per i reclusi e lo svuota-carceri, sostenendo la battaglia di anarchici, centri sociali e rivoltosi» ha dichiarato nel pomeriggio l'assessore alla Sicurezza in Regione Riccardo De Corato, chiedendo di denunciare i manifestanti.

«I responsabili delle proteste sono quei politici che, insieme a qualche magistrato, continuano a parlare d'indulto, con la scusa del Coronavirus». E, riferendosi alla protesta della mattinata davanti a San Vittore, ha aggiunto: «I no-global e centri sociali hanno lanciato petardi sotto la casa circondariale per fare sentire ai delinquenti dietro le sbarre il loro sostegno, incitandoli sicuramente ancora alla rivolta».

E conclude: «Non si può prendere questo virus come pretesto per liberare 2mila detenuti nella nostra regione! Anziché continuare a parlare d'indulto, come ha fatto ieri il Garante dei diritti dei detenuti della Lombardia, sarebbe bene cominciare a pensare a costruire nuove carceri».

Intanto ieri un detenuto di 19 anni, originario del Ghana e che si trovava in carcere a San Vittore, è risultato positivo al Coronavirus ed è stato ricoverato all'ospedale Niguarda.

La situazione questi giorni all'interno delle case circondariali lombarde è molto tesa e problematica da gestire. Anche due detenuti del carcere di Pavia sono risultati positivi al Covid-19, così come un altro recluso nel carcere di Voghera (Pv e due medici che lavorano all'interno del carcere di Brescia.

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