«Mamma mia!» il mito è un ricordo

Non è facile entrare a parole nel mito di «Mamma mia!», il musical di Judy Craymer in scena fino al 6 dicembre all'Arcimboldi. Dovendo puntare sull'unica voce di novità e qualità, dovremmo scegliere solo quella di Niamh Perry (Sophie). Acuto ma di pancia, con attimi da gospel, chiaro eppure «sfalsato» da intonazioni nasali da cartone animato, il canto della giovane inglese si staccava dall'iconografia sonora «classica» di un'opera che riporta in scena i melodici successi degli Abba, ma è ben lontana dall'altezza musicale del gruppo svedese.Un Arcimboldi colmo ha applaudito e chiesto bis alla compagnia formata da Sara Poyzer (Donna), Shobna Gulati (Tanya), star della tv inglese, Sue Deveney (Rosie). Dopo un primo tempo spezzato in una teatralità nervosa e da fumetto casalingo, nel secondo finalmente è esplosa la coralità del musical. Coreografia e costumi: sufficienti a soddisfare spettatori di tutte le età. Ragazzini, giovani, famiglie con bambini. Anche se più di una volta ha stonato, il canto del cuore o meglio, il ricordo di esso, incolla le generazioni. «Attraverserò la corrente, perché ho un sogno». Ultima canzone del musical: monito di coraggio per un teatro circondato da una catena di poliziotti per sicurezza.

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