Il tempo nella moda può essere complice e tiranno perché da un lato aveva ragione la sarta di Maria Antonietta, Rose Bertin, quando diceva «Niente è più nuovo di ciò che è stato dimenticato», ma dall’altro non ha torto chi teme l’odore stantio delle cose vecchie. È un rischio che Emporio Armani non corre con le bellissime collezioni Uomo e Donna per la prossima estate presentate ieri a Milano in forma statica. Qui il tempo si fa materia per incidere le superfici dei tessuti, modificarne i colori e sedimentarsi sui capi fino a diventare un nuovo tipo d’ornamento. Esemplare in questo senso i cristalli di sale usati come ricamo al posto delle paillette, ma anche come trattamento che scolorisce e corrode ad arte i tessuti. Tutto è definito dalla leggerezza per cui le giacche vengono ulteriormente svuotate, i pantaloni volano, la maglieria è parente stretta dell’intimo. Da Max Mara invece il riferimento al tempo è preciso oltre che personalizzato perché Ian Griffiths, direttore creativo del brand, parte dagli anni ’30 del secolo scorso rivisitando l’eleganza delle incredibili pioniere di quell’epoca: l’esploratrice Freya Stark, le aviatrici Amelia Earhart e Beryl Markham oppure la fotografa naturalista Osa Johnson. La rilettura è tutt’altro che letterale ma produce tutto quello che una donna chic dei nostri giorni dovrebbe avere nel guardaroba estivo: il gilet cargo usare sopra o al posto della giacca, lo spolverino in organza moltiplicato per due, le gonne pantalone e le safari jacket drappeggiate sul fianco. La designer belga Meryl Rogge direttrice creativa di Marni da due stagioni, confessa di aver deciso cosa avrebbe fatto da grande quando a 14 anni vide per la prima volta una collezione disegnata da Consuelo Castigioni, fondatrice del brand. Con grazia e buon senso riporta riporta il marchio a quel bellissimo stile da ragazza carina e modaiola che all’epoca i paninari chiamavano la sfitinzia, ma il suo non è tanto un amarcord quanto un serissimo lavoro sull’estetica di chi può essere o sentirsi forever young. Dello stesso segno la strepitosa collezione di Fausto Puglisi per Cavalli con un potente mix and match di stampe, colori, trasparenze e sexiness che sono il DNA della maison. La sua è una visione tanto onirica quanto erotica con i capi i denim con decorazioni fotografiche in 3D, piume e cristalli e le onnipresenti microgonne stampate. Da Genny Sara Cavazza Fachini sogna una regina del deserto che incontra i regni di natura (animale, vegetale e minerale) ma anche l’eleganza del tennis e la leggerezza intesa come necessità? Risultato? Divini pantaloni Aladyn, il denim dei jeans mixato all’organza, colori stupendi come l’azzurro calcedonio o la tinta traslucida delle rose del deserto. In passerella Laila Hasanovic, fidanzata di Sinner. Il cerchio del tempo si chiude con Vintage Archive un progetto di Paolo Rossello fondatore e direttore creativo del marchio P.A.R.O.S.H. che apre i suoi archivi e costumizza i capi di una volta con la sensibilità e il gusto di oggi.

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