Chi non ha avuto mai la sensazione di sentirsi parte di un film? Ieri non c’è stato bisogno di immaginazione. La Galleria Vittorio Emanuele, il salotto milanese che accoglie i turisti e sa emozionare ancora i residenti, si è trasformata per 45 minuti nel palcoscenico della quinta edizione di Vogue World. È stato l’incipit della settimana della moda che ha mostrato anche il suo lato benefico. Ieri alle 20 il «corridoio» che unisce piazza Duomo a piazza della Scala ha racchiuso insieme musica, moda, arte e spettacolo; il tutto ripreso in diretta streaming mondiale sui canali Vogue. Per preparare la serata, blindatissima, la Galleria è stata chiusa dalle 15 e il traffico delle strade attorno deviato o bloccato. Ampio il cast di vip fra talenti della moda e dello spettacolo: Roberto Bolle è stato protagonista di un assolo in mondovisione e applauditissimo. Presente anche Anna Wintour, direttrice di Vogue. I nomi famosi si sono appresi in diretta, c’è stato riserbo fino all’ultimo e tanta curiosità. Da Jennifer Lopez a Naomi Campbell, Chiara Ferragni, Dakota Johnson con Donatella Versace, Marco Mengoni, Pamela Anderson, Monica Bellucci, l’olimpionica Arianna Fontana, la paralimpica Veronica Yoko Plebani, le pallavoliste Miryam Sylla e Paula Egonu, la tennista Aryna Sabalenka e l’azzurro Lorenzo Musetti. E poi Stefano Accorsi, Levante, lo chef Carlo Cracco. In passerella Gigi Hadid, le modelle Bianca Balti e Deva Cassel, il rapper Ghali.
Nelle quattro edizioni passate l’evento ha raccolto più di 7 milioni di dollari destinati ad associazioni locali impegnate nelle rispettive comunità. L’incasso di quest’anno sarà destinato per intero alla riqualificazione della biblioteca di Quarto Oggiaro che sarà trasformata in un polo culturale aperto alla moda come alla musica e all’arte. Vogue ha confermato di voler investire almeno due milioni di euro nella biblioteca di zona, il progetto della serata ha visto il coinvolgimento di un team creativo che ha impegnato stilisti (Luca Galasso e la stessa Wintour insieme con la caporedattrice di Vogue Italia, Francesca Ragazzi) mentre la realizzazione è stata affidata allo Studio Balich. Si è trattato di fatto di un evento itinerante che ha toccato New York, Londra, Parigi e Los Angeles prima di arrivare sotto la Madonnina, con un fil rouge che pare sia stato pensato apposta per i lombardi: «Where The Future Is Made By The Hand». C’è dunque la volontà di valorizzare «il fatto a mano», l’artigianalità che ci contraddistingue come popolo e insieme quella di metterla in relazione con l’innovazione, con il potenziale dell’intelligenza artificiale e ciò che gravita attorno al digitale. La ricerca di un’armonia fra opposti come premessa di crescita, dunque.
L’assessore alle Attività produttive, Alessia Cappello che si augura «un boom importante per Milano» dalla fashion week, ha paragonato l’evento a «un momento show off internazionale fortissimo». Una di quelle occasione che consentono di far parlare di Milano, di far scoprire la nostra città al resto del mondo». A chi si è lamentato per la chiusura della Galleria, il traffico limitato in alcune vie e, di conseguenza, congestionato in altre, Cappello ha ricordato che «l’investimento che Vogue fa in città non è soltanto di ritorno internazionale di immagine ma anche concreto perché donerà più di 2 milioni di euro, una cifra che verrà poi reinvestita per aprire una biblioteca a Quarto Oggiaro, quindi in realtà è vero, forse è stato un piccolo sacrificio per noi milanesi, però è un sacrificio che poi porterà a un ritorno significativo». Il «Vogue World» è nato nel 2022, debuttando a New York con uno spettacolo nel centro di Manhattan, per rilanciare la Fashion Week dopo la pandemia. Nel 2023 è stato a Londra, con una serata teatrale al Theatre Royal Drury Lane a sostegno della scena artistica cittadina. Nel 2024 è approdato a Parigi, la cerimonia di apertura in Place Vendôme coinvolse 500 tra modelle, modelli, atleti e artisti. Nel 2025 Vogue World ha raggiunto Los Angeles, esplorando il legame tra moda e cinema.
