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Moda

La moda di Milano. Prada, infinite gonne. Cucinelli, arte a mano

Al via la Settimana delle sfilate con l’energia inarrestabile di Peserico. Da Diesel l’addio del designer Glenn Martens

Models wear creations part of the Diesel women's Spring-Summer 2027 collection presented in Milan, Italy, Tuesday, Sept. 22, 2026. (AP Photo/Luca Bruno). Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

I calcoli delle serie geometriche convergenti dimostrano che una somma infinita di numeri può anche dare un risultato finito. Questo concetto noto come paradosso di Zenone viene applicato alla moda da Miuccia Prada e Raf Simons con una stupefacente collezione fatta di sole gonne. «Sono l’oggetto più flessibile e interessante del guardaroba femminile» dice la grande signora del made in Italy che già nel 2009 a Seul dedicò a sua maestà la sottana una splendida mostra intitolata Waist Down (letteralmente dalla vita in giù). «Per lei le gonne sono come le T-shirt» sostiene Simons e insieme ne hanno fatte di tutti i colori: 75 modelli diversi anche se tutte chiuse dal velcro e spesso decorate da preziose applicazioni di ricami, cristalli e jais. Sopra il più delle volte c’è solo un semplice reggiseno sportivo, ma sotto succede di tutto con i preziosi tessuti couture ingabbiati nell’organza, con le pieghe che non si capisce da dove partono e come finiscono ma che addosso sono una meraviglia. Davvero sorprendenti i modelli in pelle color ghiaccio oppure castagna dentro cui è infilata una camicia nello stesso materiale e colore: due pezzi che sembrano un solo magnifico soprabito. Perfetti a dir poco tutti gli accessori: scarpe da signorina-tu-mi-stufi con piccole ed elegantissime borse spesso in coccodrillo, quel niente che nelle mani di Prada diventa tutto.

L’unico problema saranno i prezzi, sicuramente astronomici visto che una normale T-shirt di cotone del brand costa ormai mille euro. Strepitosa anche la collezione di Cucinelli che per la prossima estate ha un solo principio ispiratore: il savoir faire più impeccabile che ci sia. «Ormai siamo al 70 per cento di manualità» spiega l’imprenditore filosofo davanti a un esercito di modelle che sopra ai pantaloni cargo indossa sublimi pullover ricamati oppure fatti all’uncinetto sempre con un minuscolo punto luce nascosto nella trama, ma anche con un’indimenticabile giacca con il motivo paglia di Vienna ricamato all over tanto da sembrare un tessuto. Oltre ai classici colori chiari e naturali che da sempre caratterizzano lo stile Cucinelli ci sono tocchi di bianco e blu da French Riviera. Da Peserico, invece, c’è un’energia tanto inarrestabile quanto ben educata per cui tra tante urla modaiole si risente finalmente il linguaggio dei tessuti assemblati ad arte per superfici, segni, riflessi ed effetti speciali. Il lavoro sulle trasparenze esclude a priori il nudo, ma trasferisce il mondo del denim sull’organza e quello del lurex sulla rafia. Tra i colori compare il rosso Falun tipico delle case nel bosco dei paesi scandinavi alternato al verde dell’argilla oltre alle tinte diafane e superchic predilette da Paola Gonella, direttrice creativa del brand che anche in quest’anno di crisi nera nel settore registra un più 5%. Da Diesel va in scena la sfilata d’addio al brand di Glenn Martens, il talentuoso designer belga che comunque resta nel gruppo fondato da Renzo Rosso per disegnare Margiela. La collezione è molto bella anche se i vestiti sbrindellati ad arte sembrano in alcuni casi sbranati dall’uso e dal tempo. L’unica cosa francamente incomprensibile è la performance di un gruppo di artisti confusi tra il pubblico che a un certo punto dello show si abbandonano a esplicite effusioni sessuali. Torna a sfilare a Milano Vivetta Ponti designer umbra famosa per il suo stile favolistico che lancia una nuova linea chiamata Venerdì Pomeriggio prodotta con tessuti di stock per poter vendere tutto a massimo 300 euro.

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