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Cesare Battisti sarà espulso dal Brasile

Il terrorista rosso condannato all'ergastolo per aver commesso quattro omicidi in concorso durante gli Anni di Piombo. Il giudice federale ha firmato il via libera all'espulsione verso la Francia o il Messico. L'avvocato: "Ancora non c’è una data"

Cesare Battisti sarà espulso dal Brasile

Cesare Battisti sarà espulso dal Brasile. Il giudice federale di Brasilia ha accolto la richiesta della procura federale annullando così l'atto del governo per la concessione del soggiorno al terrorista rosso, condannato all'ergastolo per aver commesso quattro omicidi in concorso durante gli Anni di Piombo. Il magistrato ha deciso che si può iniziare la procedura di espulsione verso la Francia o il Messico, i Paesi attraverso i quali Battisti passò dopo la fuga in Italia e prima di arrivare in Brasile. "Siamo stati informati della decisione - ha confermato l’avvocato di Battisti Igor Sant’Anna Tamasauskas - ma ancora non c’è una data". Non appena la sarà pubblicata, gli avvocati di Battisti potranno presentare il ricorso.

Classe 1954, originario di Cisterna di Latina, ex terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo: Battisti ha al suo attivo in Italia quattro condanne all’ergastolo per altrettanto omicidi, compiuti tra il 1978 e il 1979. Nel 2007 venne arrestato na Rio de Janeiro ma l’ex presidente brasiliano Luis Inacio Lula da Silva respinse la richiesta di estradizione presentata dall'Italia e, come ultimo atto del suo mandato, gli concesse lo status di rifugiato politico. "Si tratta del caso di un cittadino straniero con una situazione irregolare che, in quanto condannato per crimini nel suo Paese di origine, non ha diritto a rimanere in Brasile", ha sentenziato la giudice federale Adverci Rates Mendes de Abreu che, annullando l'atto di concessione della residenza in Brasile, ha chiesto che venga applicato il procedimento di espulsione.

L'istituto dell'espulsione è ben diverso dall'estradizione. "L'espulsione - ha, infatti, fatto notare - non contraddice la decisione del presidente della Repubblica di non estradare, visto che non è necessaria la consegna del cittadino straniero al suo Paese di origine, in questo caso l’Italia, potendo essere espulso verso un altro Paese disposto ad accoglierlo". Tra questi potrebbero appunto esserci la Francia o il Messico. Ma Alberto Torregiani, paralizzato dalla sparatoria in cui Battisti ammazzò il padre Pierluigi, è ben determinato a riaprire il caso di estradizione. "Questa potrebbe essere l’occasione per riaprire il caso - ha commentato - e lo faremo immediatamente".

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