Due uomini pugnalati da rifugiato perché camminavano mano nella mano: "Erano nel peccato"

Il rifugiato siriano si è già dichiarato colpevole nel processo a suo carico, rimpiangendo di non essere riuscito a uccidere tutt’e due i turisti

Due uomini pugnalati da rifugiato perché camminavano mano nella mano: "Erano nel peccato"

Un rifugiato siriano 21enne è attualmente sotto processo in Germania con le accuse di omicidio, di tentato omicidio e di lesioni gravissime, in quanto è incriminato per l’uccisione di un uomo in strada e per il ferimento di un altro passante. L’imputato, identificato solo come Abdullah AHH per via delle leggi tedesche sulla privacy, era arrivato in Germania nel 2015 provenendo da Aleppo e si era visto concedere dalle autorità federali asilo politico quale minore non accompagnato. Il giovane si era però progressivamente radicalizzato e avvicinato alla propaganda jihadista anticristiana, venendo di conseguenza arrestato nel 2017 e classificato dalle forze dell’ordine tedesche come pericolo per l’ordine pubblico. Nell’ottobre del 2020, dopo neanche un mese dalla sua scarcerazione, aveva poi aggreedito i due uomini.

Il crimine in questione è stato perpetrato dal 21enne lungo una strada di Dresda, nell’est della Germania. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l'uomo ha colpito alle spalle con un coltello da cucina due uomini che passeggiavano mano nella mano, uccidendo uno di questi, il 55enne Thomas L., e ferendo gravemente l’altro, il 53enne Oliver L.. Il ragazzo, dopo essere stato arrestato circa tre settimane dopo il delitto, avrebbe dichiarato agli psicologi forensi di avere attaccato quei due perché gli erano sembrati due omosessuali che passeggiavano insieme tenendosi per mano e che quindi stavano “commettendo un grave peccato”. Sull’orientamento sessuale dei due soggetti attaccati non ci sono ancora conferme; si sa solo che erano due turisti giunti a Dresda dal Land del Nordreno-Vestfalia, nell’ovest della Germania.

Agli stessi psicologi, il rifugiato siriano, dopo avere ammesso la propria colpevolezza, ha anche dichiarato di sentirsi dispiaciuto per non essere riuscito a uccidere entrambi i passanti. La pubblica accusa ha subito indicato tali affermazioni dell’imputato come la dimostrazione della lucidità criminale del 21enne, mentre gli avvocati del giovane, al contrario, le qualificano come prova dell’immaturità dell’imputato. Per i legali di Abdullah AHH, questi andrebbe, di conseguenza, giudicato secondo le leggi criminali minorili e non in base al codice penale ordinario.

Il fatto che il rifugiato incriminato fosse stato già arrestato per propaganda jihadista e fosse ben noto alle forze dell’ordine molto prima di commettere il delitto di Dresda sta inevitabilmente facendo infuriare l’opinione pubblica tedesca. Le autorità di pubblica sicurezza si sono finora giustificate assicurando di avere costantemente tenuto sotto osservazione Abdullah AHH a partire dal giorno della sua scarcerazione nel 2020. Le stesse hanno quindi spiegato che al ragazzo, per via del suo arresto del 2017 per jihadismo, era stato revocato lo status di rifugiato, ma egli non poteva comunque venire espulso dalla Germania poiché la Siria, suo Paese di origine, rappresentava un luogo pericoloso per la vita del ragazzo in quanto nazione in piena guerra civile.