Ecco chi sono le due donne che decidono il futuro dell'Europa (e dell'Italia)

Ecco chi sono le due donne che decidono il futuro dell'Europa (e dell'Italia)

Dall’analisi della firma della Ursula Von der Leyen (Qui la firma) emerge subito un Ego ben determinato a salvaguardare se stessa e i propri punti di vista, agendo con passione ed empatia, ma senza calcolare i pro i contro. L’importante è che i suoi sentimenti vengano compresi per quello che sono o, quanto meno, per quello che ella intende dimostrare. La pressione leggera sul foglio denota doti di buona percezione dei bisogni altrui e una certa emotività che possono interagire rendendola precipitosa in alcune situazioni e ciò la porta a non calcolare sempre bene i rischi che possono derivare. Si notano anche dei cambi repentini di direzione degli assi letterali, che si ripiegano sulle lettre vicine; essi stanno a significare che la Von der Leyen tende a sostenere, anche con ostenta sicurezza, i propri punti di vista anche in evidente opposizione col pensiero altrui (lettere contorte le une sulle altre).

Confrontando la firma del presidente della Commissione europea con grafia e firma della Premier tedesca si colgono subito evidenti e marcate differenze di carattere. La firma di Angela Merkel (Qui la grafia) è l’opposto per essenzialità, semplificazione del gesto e riduzione dello spazio occupato. Tutto ciò ci dice della sua grinta controllata e della determinazione fatta di regole ferree, che le permette di gestire i momenti difficili con apparente calma al fine di ottenere ciò che si è prefissata. Le sue argomentazioni sono stringate ma convincenti poiché sa esporle con sicurezza e cognizione di causa. I suoi modi suadenti le permettono di accaparrare l’altro (vedi ampio spazio tra le singole lettere) per portarlo a sé; cioè le ha permesso d’imparare a scegliere bene i suoi interlocutori. È certo che le due donne al vertice della politica tedesca e internazionale sono una l’opposto dell’altra, ma sanno come interagire per il bene comune, senza però mai perdere di vista la propria immagine sociale.